|
RISCALDAMENTO
|

In
questa seconda edizione sono presi in considerazione i nuovi libretti
di impianto di centrale così come modificati dal D.M. 17 marzo
2003, le nuove regole per l'installazione di caldaie a gas autonome
all'interno dei locali abitati, le nuove norme tecniche per lo
scarico dei fiumi di combustione da caldaie a condensazione, i
combustibili che possono essere utilizzati in impianti di riscaldamento
ed alcuni esempi delle nuove leggi regionali che coordinano i
controlli e le attività di verifica degli impianti di riscaldamento.
La guida offre agli operatori un quadro esauriente delle leggi
e delle norme tecniche di settore, è completata da numerosi esempi
applicativi e utili schemi di modulistica da utilizzare nel lavoro
quotidiano.
|
Il
riscaldamento domestico è oggi più confortevole, più
ecologico, più razionale, più sicuro, è personalmente
gestibile e individuale: la legge incoraggia la ristrutturazione e l'installazione
di impianti autonomi. Vi presentiamo una rassegna degli apparecchi più
significativi, da parete e da terra, con tutte le loro caratteristiche
di potenza, flessibilità, risparmio. Oggi ci sono vari buoni motivi
per scegliere o cambiare un impianto di riscaldamento autonomo: la legge
incoraggia, con sconti e permessi, il distacco dai sistemi centralizzati,
il recupero di vecchie abitazioni (e quindi l'installazione di nuovi impianti)
e il rinnovo degli impianti preesistenti con sistemi più moderni
ed efficienti. Il metano, disponibile su gran parte del territorio nazionale,
consente impianti puliti, senza cattivi odori, meno rumorosi e installabili
dappertutto. Chi preferisce o è obbligato a impiegare il gas liquido
(GPL) può eliminare il vecchio, ingombrante e antiestetico «bombolone»
e sostituirlo con uno dei nuovi serbatoi interrati. Tutte le nuove caldaie,
quale che sia il combustibile prescelto, sono comunque meno ingombranti,
più raffinate, più silenziose, più efficienti ed
economiche. Basta chiamare un installatore e lasciare a lui il compito
di valutare le necessità. Per questo, se volete, potete inviarci
una e-mail.
La
Caldaia
COME
È FATTA
È il
cuore dell'impianto, dove il combustibile viene bruciato per scaldare
l'acqua o l'aria (fluido termovettore) che circoleranno poi nell'impianto.
È composta, in generale, da un bruciatore che miscela l'aria con il combustibile
e alimenta una camera di combustione (il focolare), da una serie di tubi
(tubi di fumo) attraverso i quali i fumi caldi prodotti dalla combustione
scaldano il fluido termovettore e da un involucro esterno di materiale
isolante protetto da una lamiera.
POTENZA
Ogni caldaia è caratterizzata
da:
- Una potenza termica al focolare, che indica la quantità di calore
sviluppata, per ogni ora, nella camera di combustione
- Una potenza termica utile, cioè la quantità di calore effettivamente
trasferita, per ogni ora, al fluido termovettore.
L'energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita
al fluido termovettore, ed in piccola parte dispersa verso l'esterno dal
corpo stesso della caldaia (attraverso il mantello isolante) e dai fumi
che fuoriescono, ancora caldi, dal camino. Più vicini sono i valori della
potenza al focolare e della potenza utile, minori sono le perdite di calore
e quindi migliore è il rendimento della caldaia. Le caldaie di nuova installazione
devono avere i rendimenti piuttosto elevati che sono fissati dalla legge
sia per il funzionamento a pieno regime che per il funzionamento al 30%
della potenzialità.
La scelta
della potenza della caldaia da installare dipende dalle caratteristiche
dell'edificio, dall'ubicazione e dalla sua destinazione d'uso. È una scelta
importante che deve essere fatta da un professionista qualificato e attento
ai problemi energetici. Infatti, una caldaia più grande del necessario spreca
energia: specialmente nelle stagioni intermedie, essa raggiunge rapidamente
la temperatura prefissata e quindi ha lunghi e frequenti periodi di spegnimento
durante i quali disperde il calore dal mantello e attraverso il camino.
Quindi, se si considera l'intera stagione di riscaldamento, la sua efficienza
globale non è elevata, cioè il suo rendimento stagionale è basso. Per rispettare
i valori di rendimento imposti dalle nuove norme, le caldaie più recenti
come le "modulari" o quelle a "temperatura scorrevole", sono dotate di dispositivi
che permettono di mantenere una buona efficienza anche nelle stagioni intermedie.
POTENZA
MASSIMA
Se la potenza
necessaria a scaldare l'edificio supera i 350 kW, è necessario installare
due o più caldaie. In questo modo si evita che le caldaie molto grandi lavorino,
in particolare nelle stagioni intermedie, a basso regime e quindi con bassi
valori di rendimento.
ACQUA
CALDA CENTRALIZZATA
Per produrre
anche acqua calda per usi sanitari è necessaria una caldaia con potenza
molto superiore a quella sufficiente al solo riscaldamento. Per evitare
sovradimensionamenti, nelle nuove installazioni, non è più ammessa la produzione
di acqua calda effettuata dalla stessa caldaia destinata al riscaldamento,
con l'eccezione degli impianti individuali.

LOCALE
CALDAIA
Evidenti
motivi di sicurezza impongono che ogni caldaia debba essere installata in
un locale idoneo, di dimensioni adeguate e con un ricambio d'aria sufficiente
a reintegrare l'ossigeno consumato nella combustione. Esistono precise norme
per tutti i locali caldaia e, se sono al di sopra di 116 kW (100.000 kcal/h),
è necessario un Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili
del Fuoco.
CALDAIE
INDIVIDUALI
Le
caldaie individuali di nuova installazione devono essere isolate rispetto
all'ambiente interno: pertanto quelle che sono montate in locali di abitazione
devono essere del tipo stagno, cioè costruite in modo che l'aria necessaria
alla combustione venga presa dall'esterno tramite un tubo e i fumi vengano
evacuati sempre all'esterno. Le caldaie atmosferiche (o a fiamma libera)
nelle quali la fiamma è a contatto con l'ambiente in cui sono esposte e
che quindi ne consumano l'aria, devono essere installate all'esterno o in
idonei locali tecnici non abitati.

PRESE
D'ARIA
Le caldaie
atmosferiche individuali a gas già esistenti possono rimanere installate
all'interno dell'abitazione, purché nella stanza ci siano prese d'aria,
non ostruibili, praticate in una parete esterna o verso locali adiacenti
dotati, a loro volta, di prese d'aria esterna (escluse le camere da letto
e i garage). Le dimensioni di queste prese d'aria devono essere calcolate
da un tecnico tenendo conto di tutti gli apparecchi installati nel locale.
CANNA
FUMARIA
Tutti i
combustibili, bruciando, rilasciano nell'aria una certa quantità di sostanze
inquinanti, ed è per questo che le caldaie installate in edifici plurifamiliari,
sia centralizzate che individuali, devono essere collegate ad una canna
fumaria che arrivi fin sopra il colmo del tetto. Nel caso di impianti individuali
è possibile evacuare i fumi di più caldaie con la stessa canna fumaria,
ma questa deve essere adeguatamente progettata e le caldaie allacciate devono
avere caratteristiche simili. Negli impianti individuali già esistenti e
negli edifici monofamiliari anche nuovi è consentito mantenere lo scarico
individuale a parete.
LIBRETTO
D'USO E MANUTENZIONE
È un documento
importante che va conservato con cura. È diviso in due parti, una per l'utilizzatore,
l'altra per l'installatore e il manutentore e fornisce molte utili indicazioni
quali i valori di rendimento della caldaia, le specifiche elettriche per
il collegamento di termostati ambiente, le principali operazioni di manutenzione.
I
Tipi di Caldaia
A seconda
del tipo di caldaia e di scarico dei fumi la legge prevede un certo numero
di possibili soluzioni nel caso di ristrutturazioni o di nuovi impianti.
In particolare, si fa una distinzione tra le caldaie a camera di combustione
(focolare) aperta o chiusa (stagna). Un'altra distinzione viene fatta
tra gli impianti a «tiraggio naturale» (in cui i fumi salgono
nel camino perché sono più leggeri dell'aria) e gli impianti
a «tiraggio forzato» in cui i fumi sono espulsi da una ventola
che si trova nella caldaia.
-
Si
classificano quindi gli apparecchi di «tipo A», quelli a camera aperta e senza canna fumaria, che la legge tollera solo
se sistemati all'esterno, o se il locale in cui si trovano è ventilato
secondo precise regole. In caso di ristrutturazione, comunque, la caldaia
di «tipo A» va obbligatoriamente sostituita con una di «tipo B» o di
«tipo C».
-
Di
«tipo B» sono le caldaie a camera aperta con scarico in canna fumaria. In caso
di sostituzione, possono essere installate o all'esterno o in locali
permanentemente ventilati (esclusi il bagno e la camera da letto). Il
camino singolo a tiraggio naturale deve essere verticale, senza strozzature,
impermeabile, isolato e deve avere alla base una camera di raccolta
della condensa. In un condominio il «tipo B» è permesso - solo in sostituzione
- se alla canna fumaria sono collegate altre caldaie dello stesso tipo.
L'unica condizione è che la canna fumaria sia a norma UNI 7129/92 (tipo Shunt).
-
Le
caldaie di «tipo C» sono quelle a camera chiusa, che prelevano l'ossigeno per la combustione
all'esterno, attraverso una apposita tubazione. Possono essere installate
in qualsiasi locale, compresi il bagno e la camera da letto. Se si trovano
in un locale «cieco» è necessaria però un'adeguata apertura di ventilazione
(sezione minima di 100 cm quadrati).
-
La
caldaia può anche scomparire, incassata nello spessore della parete.
Esistono modelli provvisti anche di dispositivo antigelo sia sul circuito
riscaldamento sia su quello dell'acqua sanitaria e possono trovarsi
a camera aperta oppure stagna con funzionamento a metano o GPL di diversa
potenza.
Altre
variabili importanti
A seconda
della potenza necessaria, delle proprie esigenze familiari e di vincoli
obiettivi (come il tipo di combustibile o lo spazio a disposizione), si
può scegliere tra caldaie di vario tipo.
-
Le
caldaie a gasolio sono modelli a basamento, hanno la camera di combustione
aperta in ghisa o in acciaio, sono pesanti e di lunga durata. Hanno
lo svantaggio di dover essere installate in un locale apposito.
-
Caldaie
a basamento sono disponibili anche con bruciatori a gas (metano
o GPL). Esistono nei tipi a camera aperta o stagna e sono indicate,
quando ci sia la disponibilità di spazio, per villette e case medio-grandi.
-
Le
caldaie murali a gas hanno il vantaggio di poter essere installate
dappertutto (occupano lo spazio di un pensile da cucina); per contro
hanno una manutenzione un po' più delicata rispetto ai modelli a basamento
(i circuiti di circolazione dell'acqua vanno disincrostati ogni 2-3
anni).
-
Recentemente
hanno fatto il loro ingresso sul mercato le caldaie a condensazione,
che sfruttano una buona parte del calore residuo dei fumi e lo restituiscono
all'acqua. In questo modo è possibile aumentare il rendimento, con un
notevole risparmio di combustibile. Il vantaggio di questa tecnologia
è particolarmente sensibile con gli impianti a bassa temperatura (cioè
quelli a pannelli).
-
Altro
aspetto da considerare nella scelta è quello dell'acqua calda sanitaria.
Le caldaie murali sono del tipo a produzione istantanea: per questo
scopo la caldaia deve avere almeno 24 kW di potenza. Sono adatte per
abitazioni con 1-2 bagni; per esigenze maggiori è consigliabile aggiungere
un serbatoio di accumulo (da 60 litri in su).
-
Il
boiler, in acciaio porcellanato o inox, è sempre previsto per le
caldaie a gasolio. In questo caso è preferibile una buona capacità (almeno
80-100 litri). Infine un consiglio di carattere generale: prima dell'acquisto,
assicuratevi che nella vostra zona sia presente e attivo un centro
di assistenza della marca di caldaia che intendete scegliere.
La
caldaia: Cosa dice la legge
-
La
caldaia deve riportare il marchio di conformità alle norme
Uni-Cig.
-
Per
l'installazione è obbligatorio rivolgersi a un tecnico abilitato (iscritto alla Camera di Commercio o all'Albo provinciale delle imprese
artigiane).
-
Una
volta l'anno è richiesta una manutenzione generale: pulizia del
bruciatore, prova di tenuta, controlli dei dispositivi di sicurezza
ecc. (Dpr 412).
-
Ogni
due anni è necessaria la verifica del rendimento della combustione.
-
La
caldaia deve essere accompagnata da un libretto d'impianto in
cui vengono registrate le operazioni di manutenzione eseguite dal tecnico
(artigiano-installatore).
-
La
responsabilità civile e penale dell'impianto è a carico dell'occupante,
non importa se proprietario o inquilino, oppure può essere delegata
a un tecnico abilitato, stipulando un apposito contratto di manutenzione
(si può far riferimento al contratto-tipo biennale preparato
da Adiconsum con
le Associazioni nazionali degli artigiani installatori: per informazioni
rivolgersi allo sportello Adiconsum presso le Regioni). Il contratto elenca le operazioni di manutenzione
obbligatorie. A seconda delle regioni, il costo di questo servizio è
di 120-180.000 lire annue.
-
Sono
a carico dell'inquilino tutte le spese di piccola manutenzione dipendenti
dall'uso (e non da vetustà dell'impianto o da caso fortuito). Rientra
in questa categoria anche la manutenzione della canna fumaria, cioè
la rimozione annuale della fuliggine. Gli interventi di manutenzione
straordinaria spettano invece al proprietario, che, nel caso di abitazioni
soggette a equo canone, può chiedere all'inquilino un aumento dell'affitto
rapportato all'interesse legale del capitale impiegato (art. 23 Legge
392). Nel caso di locazioni con patti in deroga oppure a uso diverso,
l'aumento del canone per spese straordinarie va invece previsto nel
contratto con una clausola specifica.
-
Attenzione Per caldaie e scaldabagni a gas la legge è molto severa. Gli apparecchi
a camera aperta (che prendono l’aria necessaria per la combustione dall’interno
del locale) non possono essere installati né in camera da letto, né
in un monolocale. In bagno sono ammessi soltanto se per ogni chilowatt
di potenza si hanno a disposizione 1,5 m3 di volume. In pratica
devono essere ambienti di almeno 10 m3. La collocazione più
idonea rimane infatti la cucina. Gli apparecchi stagni (racchiusi in
una scatola che non permette all’aria dell’ambiente di passare nella
camera di combustione) hanno invece bisogno di prendere aria dall’esterno.
È preferibile installarli in bagno o in cucina. 
Cosa
Dice La Legge
Periodo
di accensione
La durata
del periodo di riscaldamento è fissata da DPR 412/93 in relazione alla zona
climatica di appartenenza del comune in cui abitate. L'Italia è stata suddivisa
in cinque zone climatiche in funzione dei cosiddetti "Gradi Giorno". Questi
ci dicono com'è il clima della località in cui abitiamo. Più è alto il valore
dei Gradi Giorno, più il clima è rigido. Ad esempio, città come Milano e
Torino appartengono alla zona E mentre altre, quali Reggio Calabria e Palermo
appartengono alla zona B. La città di Bari è collocata nella zona C e pertanto
il periodo di riscaldamento va dal 15 Novembre al 31 Marzo con un numero
massimo di ore giornaliere di riscaldamento pari a 10. La tabella sottostante
mostra la suddivisione delle zone climatiche, i relativi periodi di riscaldamento
e il numero massimo di ore giornaliere di accensione degli impianti.
| Zona |
Gradi Giorno |
Periodo di riscaldamento |
Numero di ore
massime giornaliere |
|
A
|
inferiore a 600 |
dal 01-12 al 15-03 |
6 |
|
B
|
601-900 |
dal 01-12 al 31-03 |
8 |
|
C
|
901-1400 |
dal 15-11 al 31-03 |
10 |
|
D
|
1401-2100 |
dal 01-11 al 15/4 |
12 |
|
E
|
2101-3000 |
dal 15-10 al 15/4 |
14 |
|
F
|
superiore a 3000 |
nessuna limitazione |
nessuna
limitazione |
La legge
consente di frazionare l'orario giornaliero di riscaldamento in due o più
periodi con l'obbligo però di spegnere l'impianto dalle ore 23.00 alle ore
5.00. Tale limitazione non si applica quando sussistono alcune condizioni
come ad esempio:
-
agli
impianti centralizzati quando questi dispongono di una sonda di temperatura
esterna e di un orologio programmatore (sigillato) che regoli la temperatura
degli ambienti su almeno due livelli (20°C e 16°C).
-
agli
impianti centralizzati dotati un sistema di contabilizzazione del calore
che siano dotati inoltre di un programmatore orario in ciascun appartamento
tale da consentire la regolazione della temperatura su due livelli.
-
agli
impianti autonomi (individuali) anch'essi dotati di termostato regolatore
su due livelli.
Caldaie
indipendenti ma sicure
Per aumentare
la sicurezza degli impianti, ridurre l’inquinamento atmosferico e risparmiare
energia è di fondamentale importanza la manutenzione periodica della caldaietta
di riscaldamento autonomo. Dal 1° agosto 1994 è entrato in vigore il DPR
412/93 che, attuando la legge 10/91, impone l’obbligo della manutenzione
annuale. Ma vediamo insieme nel dettaglio cosa prescrive la legge e come
provvede ad una manutenzione corretta e sicura.
Manutenzione
obbligatoria per le caldaie autonome
Dall’1.08.94
è entrato in vigore il DPR 412/93 che attua la legge 10/91 sulla sicurezza
e sul risparmio energetico degli impianti di riscaldamento. Le norme del
DPR 412 sono finalizzate all’obiettivo di aumentare la sicurezza degli impianti,
ridurre l’inquinamento atmosferico e risparmiare energia. A questi fini
sono di particolare importanza la manutenzione annuale della caldaia individuale
a gas ed il controllo del rendimento di combustione ogni due anni.
Operazioni di manutenzione
ordinaria
- Prova di tenuta impianto gas;
- Controllo delle caratteristiche di ventilazione del locale;
- Controllo dei dispositivi di sicurezza relativi al gas;
- Controllo della funzionalità della caldaia con segnalazione e proposta
di sostituzione dei componenti non funzionanti;
- Controllo della regolarità d’accensione e funzionamento della caldaia;
- Pulizia del bruciatore principale e del bruciatore pilota;
- Pulizia dello scambiatore lato fumi;
- Controllo dello scarico dei fumi con prova di tiraggio;
- Regolazione della portata termica e controllo della combustione;
- Controllo dei dispositivi di sicurezza relativi all’acqua;
- Controllo dell’efficienza dello scambiatore relativo all’acqua ed
eventuale pulizia;
- Taratura del bruciatore principale e controllo del regolare funzionamento
del termostato del forno a gas;
- Pulizia e tarature dei bruciatori del piano cottura con regolazione
aria/gas e minimi;
- Controllo dell’allacciamento, del flessibile delle cucine a gas e
delle relative fascette stringitubo, con sostituzione in caso di necessità;
- Verifica biennale del rendimento di combustione, secondo le norme
del D.P.R. 412/93.
Che cosa prevede
la legge
Manutenzione annuale
e verifica del rendimento di combustione
Gli impianti di riscaldamento
autonomi:
- almeno una volta all’anno dovranno essere sottoposti ad interventi
di manutenzione, secondo le prescrizioni delle vigenti normative UNI e CEI;
- ogni due anni dovranno essere analizzati i fumi per la verifica del
rendimento di combustione.
La manutenzione annuale
e la verifica biennale del rendimento di combustione devono essere affidate
ad un’impresa abilitata, che sia cioè in possesso del Certificato di Abilitazione
rilasciato dalla Camera di Commercio.
L’esito della verifica
del rendimento di combustione e gli interventi di manutenzione effettuati
dall’impresa dovranno essere riportati sul libretto di impianto.
Il terzo responsabile
L’occupante dell’unità
immobiliare dotata di impianto di riscaldamento autonomo è responsabile
dell’esercizio dell’impianto e cioè:
- del rispetto del periodo e dell’orario di accensione,
- del mantenimento della temperatura interna dell’abitazione (20° ±
2°)
- della manutenzione annuale e delle verifiche biennali del rendimento.
L’occupante può delegare
la responsabilità della manutenzione e del controllo dell’impianto ad
un’impresa, che assume le funzioni di "terzo responsabile" e risponde
anche di eventuali sanzioni in luogo dell’occupante.
Il libretto di
impianto
Tutti gli impianti
di riscaldamento individuale dovranno essere dotati di un libretto di
impianto. Nel libretto, l’occupante dell’unità abitativa o l’impresa terzo
responsabile della manutenzione, dovranno annotare:
- il nome del responsabile della manutenzione e delle verifiche, cioè
l’occupante o l’impresa terzo responsabile in caso di delega;
- le operazioni eseguite nel corso della manutenzione annuale;
- i risultati delle verifiche biennali del rendimento di combustione.
Il rispetto dei
rendimenti minimi
Le caldaie individuali
a gas devono avere un rendimento minimo. Se, a seguito di controlli, il
rendimento risultasse inferiore a quello prescritto e non fosse possibile
ricondurlo a norma con interventi di manutenzione, la caldaia dovrà essere
sostituita entro 300 giorni dall’accertamento dell’irregolarità.
I controlli di
Comuni o Province
I Comuni con oltre
40.000 abitanti, oppure le Province per i Comuni più piccoli, devono effettuare
controlli sul rendimento di combustione per accertare l’effettivo stato
di manutenzione ed esercizio dell’impianto di riscaldamento individuale.
I costi delle operazioni di controllo sono a carico degli utenti. Per
un periodo transitorio di 6 anni, Comuni e Province possono stabilire
che i controlli siano sostituiti da un’autodichiarazione dell'occupante
(ovvero del terzo responsabile in caso di delega), attestante la rispondenza
dell'’impianto alle norme del DPR 412/93.
Consigli
utili
- Ricordare di svolgere le operazioni di manutenzione prima dell'’accensione
invernale del riscaldamento.
- Affidare le operazioni di manutenzione ad un’impresa abilitata in
possesso dell'’attestato di qualificazione rilasciato dalla Camera di
Commercio.
- Accertarsi che l’impresa a cui sarà affidata la manutenzione ne abbia
la capacità e possegga un’adeguata struttura organizzativa in grado
di garantire l’effettuazione delle operazioni richieste.
- Scegliere l’impresa fra quelle che hanno una conoscenza specifica
del tipo e della marca della caldaia installata
- Estendere le operazioni di manutenzione annuale anche agli apparecchi
a gas di uso domestico (cucina, forno, scaldabagni, ecc.)
- Fare annotare i risultati delle verifiche e le operazioni di manutenzione
eseguite sul libretto di impianto che deve essere sottoscritto dal responsabile
(occupante o impresa).
Il
contratto di manutenzione annuale
L’Adiconsum ha sottoscritto con le Associazioni Artigiane del settore impiantistico
(FNAI-Confartigianato, ANIM-CNA e FIAM-CASA) un’intesa per l’adozione di un contratto-tipo, affinché serva
da riferimento per le imprese e per gli utenti. L’intesa con le Associazioni
Artigiane garantisce alle famiglie il rispetto della legge, con prestazioni
di operatori qualificati ad un costo equo. Essa vuole anche contribuire
a sviluppare la cultura della manutenzione periodica, come mezzo per risparmiare
energia, ridurre l’inquinamento e garantire maggiore sicurezza.
Le clausole più
importanti del contratto tipo
- Per motivi di sicurezza, prima di sottoscrivere il contratto, l’impresa
eseguirà sull’impianto un check up preliminare, con prova di tenuta
dell'’impianto stesso. Nella stessa circostanza sarà effettuata la verifica
del rendimento di combustione prevista dal DPR 412/93 ed i dati risultanti
saranno trascritti sul libretto di impianto;
- la durata del contratto è biennale e i costi della verifica del rendimento
saranno suddivisi nei due anni;
- le visite annuali di manutenzione saranno programmate e concordate
con il cliente;
- per ottenere una maggiore sicurezza, le operazioni di manutenzione
riguarderanno tutto l’impianto (caldaia, tubi, radiatori, sistemi di
regolazione, camino);
- la manutenzione sarà estesa anche agli altri apparecchi a gas quali
cucina, scaldabagno, forno…;
- le operazioni di manutenzione saranno svolte conformemente alle vigenti
norme UNI-CEI;
- l’impresa provvederà all’eventuale predisposizione della caldaia per
le prove del rendimento di combustione (pozzetto prelievo fumi);
- in aggiunta all’importo forfetario annuale concordato potrà essere
richiesto solo il costo dell'’eventuale sostituzione dei pezzi di ricambio,
facendo riferimento ai listini delle case costruttrici;
- l’impresa è impegnata a svolgere tutte le visite di assistenza richieste
dal cliente.
Il contratto tipo
non prevede la delega di terzo responsabile all’impresa. Questa possibilità
è prevista come condizione aggiuntiva. Qualora si scelga di non dare la
delega di terzo responsabile, il libretto d’impianto e l’autocertificazione
dovranno essere sottoscritti dall’occupante, ma l’impresa è impegnata
contrattualmente a contrattualmente a coadiuvare il cliente nella compilazione
dei documenti.
|