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RISCALDAMENTO

Guida alla gestione e manutenzione degli impianti di riscaldamento

In questa seconda edizione sono presi in considerazione i nuovi libretti di impianto di centrale così come modificati dal D.M. 17 marzo 2003, le nuove regole per l'installazione di caldaie a gas autonome all'interno dei locali abitati, le nuove norme tecniche per lo scarico dei fiumi di combustione da caldaie a condensazione, i combustibili che possono essere utilizzati in impianti di riscaldamento ed alcuni esempi delle nuove leggi regionali che coordinano i controlli e le attività di verifica degli impianti di riscaldamento. La guida offre agli operatori un quadro esauriente delle leggi e delle norme tecniche di settore, è completata da numerosi esempi applicativi e utili schemi di modulistica da utilizzare nel lavoro quotidiano.

Il riscaldamento domestico è oggi più confortevole, più ecologico, più razionale, più sicuro, è personalmente gestibile e individuale: la legge incoraggia la ristrutturazione e l'installazione di impianti autonomi. Vi presentiamo una rassegna degli apparecchi più significativi, da parete e da terra, con tutte le loro caratteristiche di potenza, flessibilità, risparmio. Oggi ci sono vari buoni motivi per scegliere o cambiare un impianto di riscaldamento autonomo: la legge incoraggia, con sconti e permessi, il distacco dai sistemi centralizzati, il recupero di vecchie abitazioni (e quindi l'installazione di nuovi impianti) e il rinnovo degli impianti preesistenti con sistemi più moderni ed efficienti. Il metano, disponibile su gran parte del territorio nazionale, consente impianti puliti, senza cattivi odori, meno rumorosi e installabili dappertutto. Chi preferisce o è obbligato a impiegare il gas liquido (GPL) può eliminare il vecchio, ingombrante e antiestetico «bombolone» e sostituirlo con uno dei nuovi serbatoi interrati. Tutte le nuove caldaie, quale che sia il combustibile prescelto, sono comunque meno ingombranti, più raffinate, più silenziose, più efficienti ed economiche. Basta chiamare un installatore e lasciare a lui il compito di valutare le necessità. Per questo, se volete, potete inviarci una e-mail.Torna in cima al documento

La Caldaia

COME È FATTA

È il cuore dell'impianto, dove il combustibile viene bruciato per scaldare l'acqua o l'aria (fluido termovettore) che circoleranno poi nell'impianto. È composta, in generale, da un bruciatore che miscela l'aria con il combustibile e alimenta una camera di combustione (il focolare), da una serie di tubi (tubi di fumo) attraverso i quali i fumi caldi prodotti dalla combustione scaldano il fluido termovettore e da un involucro esterno di materiale isolante protetto da una lamiera.Torna in cima al documento

POTENZA

Ogni caldaia è caratterizzata da:

  • Una potenza termica al focolare, che indica la quantità di calore sviluppata, per ogni ora, nella camera di combustione
  • Una potenza termica utile, cioè la quantità di calore effettivamente trasferita, per ogni ora, al fluido termovettore.
L'energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita al fluido termovettore, ed in piccola parte dispersa verso l'esterno dal corpo stesso della caldaia (attraverso il mantello isolante) e dai fumi che fuoriescono, ancora caldi, dal camino. Più vicini sono i valori della potenza al focolare e della potenza utile, minori sono le perdite di calore e quindi migliore è il rendimento della caldaia. Le caldaie di nuova installazione devono avere i rendimenti piuttosto elevati che sono fissati dalla legge sia per il funzionamento a pieno regime che per il funzionamento al 30% della potenzialità.

La scelta della potenza della caldaia da installare dipende dalle caratteristiche dell'edificio, dall'ubicazione e dalla sua destinazione d'uso. È una scelta importante che deve essere fatta da un professionista qualificato e attento ai problemi energetici. Infatti, una caldaia più grande del necessario spreca energia: specialmente nelle stagioni intermedie, essa raggiunge rapidamente la temperatura prefissata e quindi ha lunghi e frequenti periodi di spegnimento durante i quali disperde il calore dal mantello e attraverso il camino. Quindi, se si considera l'intera stagione di riscaldamento, la sua efficienza globale non è elevata, cioè il suo rendimento stagionale è basso. Per rispettare i valori di rendimento imposti dalle nuove norme, le caldaie più recenti come le "modulari" o quelle a "temperatura scorrevole", sono dotate di dispositivi che permettono di mantenere una buona efficienza anche nelle stagioni intermedie.Torna in cima al documento

POTENZA MASSIMA

Se la potenza necessaria a scaldare l'edificio supera i 350 kW, è necessario installare due o più caldaie. In questo modo si evita che le caldaie molto grandi lavorino, in particolare nelle stagioni intermedie, a basso regime e quindi con bassi valori di rendimento.Torna in cima al documento

ACQUA CALDA CENTRALIZZATA

Per produrre anche acqua calda per usi sanitari è necessaria una caldaia con potenza molto superiore a quella sufficiente al solo riscaldamento. Per evitare sovradimensionamenti, nelle nuove installazioni, non è più ammessa la produzione di acqua calda effettuata dalla stessa caldaia destinata al riscaldamento, con l'eccezione degli impianti individuali.

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LOCALE CALDAIA

Evidenti motivi di sicurezza impongono che ogni caldaia debba essere installata in un locale idoneo, di dimensioni adeguate e con un ricambio d'aria sufficiente a reintegrare l'ossigeno consumato nella combustione. Esistono precise norme per tutti i locali caldaia e, se sono al di sopra di 116 kW (100.000 kcal/h), è necessario un Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco.Torna in cima al documento

CALDAIE INDIVIDUALI

Le caldaie individuali di nuova installazione devono essere isolate rispetto all'ambiente interno: pertanto quelle che sono montate in locali di abitazione devono essere del tipo stagno, cioè costruite in modo che l'aria necessaria alla combustione venga presa dall'esterno tramite un tubo e i fumi vengano evacuati sempre all'esterno. Le caldaie atmosferiche (o a fiamma libera) nelle quali la fiamma è a contatto con l'ambiente in cui sono esposte e che quindi ne consumano l'aria, devono essere installate all'esterno o in idonei locali tecnici non abitati.

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PRESE D'ARIA

Le caldaie atmosferiche individuali a gas già esistenti possono rimanere installate all'interno dell'abitazione, purché nella stanza ci siano prese d'aria, non ostruibili, praticate in una parete esterna o verso locali adiacenti dotati, a loro volta, di prese d'aria esterna (escluse le camere da letto e i garage). Le dimensioni di queste prese d'aria devono essere calcolate da un tecnico tenendo conto di tutti gli apparecchi installati nel locale.Torna in cima al documento

CANNA FUMARIA

Tutti i combustibili, bruciando, rilasciano nell'aria una certa quantità di sostanze inquinanti, ed è per questo che le caldaie installate in edifici plurifamiliari, sia centralizzate che individuali, devono essere collegate ad una canna fumaria che arrivi fin sopra il colmo del tetto. Nel caso di impianti individuali è possibile evacuare i fumi di più caldaie con la stessa canna fumaria, ma questa deve essere adeguatamente progettata e le caldaie allacciate devono avere caratteristiche simili. Negli impianti individuali già esistenti e negli edifici monofamiliari anche nuovi è consentito mantenere lo scarico individuale a parete.Torna in cima al documento

LIBRETTO D'USO E MANUTENZIONE

È un documento importante che va conservato con cura. È diviso in due parti, una per l'utilizzatore, l'altra per l'installatore e il manutentore e fornisce molte utili indicazioni quali i valori di rendimento della caldaia, le specifiche elettriche per il collegamento di termostati ambiente, le principali operazioni di manutenzione.Torna in cima al documento

I Tipi di Caldaia

A seconda del tipo di caldaia e di scarico dei fumi la legge prevede un certo numero di possibili soluzioni nel caso di ristrutturazioni o di nuovi impianti. In particolare, si fa una distinzione tra le caldaie a camera di combustione (focolare) aperta o chiusa (stagna). Un'altra distinzione viene fatta tra gli impianti a «tiraggio naturale» (in cui i fumi salgono nel camino perché sono più leggeri dell'aria) e gli impianti a «tiraggio forzato» in cui i fumi sono espulsi da una ventola che si trova nella caldaia.

  • Si classificano quindi gli apparecchi di «tipo A», quelli a camera aperta e senza canna fumaria, che la legge tollera solo se sistemati all'esterno, o se il locale in cui si trovano è ventilato secondo precise regole. In caso di ristrutturazione, comunque, la caldaia di «tipo A» va obbligatoriamente sostituita con una di «tipo B» o di «tipo C».
  • Di «tipo B» sono le caldaie a camera aperta con scarico in canna fumaria. In caso di sostituzione, possono essere installate o all'esterno o in locali permanentemente ventilati (esclusi il bagno e la camera da letto). Il camino singolo a tiraggio naturale deve essere verticale, senza strozzature, impermeabile, isolato e deve avere alla base una camera di raccolta della condensa. In un condominio il «tipo B» è permesso - solo in sostituzione - se alla canna fumaria sono collegate altre caldaie dello stesso tipo. L'unica condizione è che la canna fumaria sia a norma UNI 7129/92 (tipo Shunt).
  • Le caldaie di «tipo C» sono quelle a camera chiusa, che prelevano l'ossigeno per la combustione all'esterno, attraverso una apposita tubazione. Possono essere installate in qualsiasi locale, compresi il bagno e la camera da letto. Se si trovano in un locale «cieco» è necessaria però un'adeguata apertura di ventilazione (sezione minima di 100 cm quadrati).
  • La caldaia può anche scomparire, incassata nello spessore della parete. Esistono modelli provvisti anche di dispositivo antigelo sia sul circuito riscaldamento sia su quello dell'acqua sanitaria e possono trovarsi a camera aperta oppure stagna con funzionamento a metano o GPL di diversa potenza. Torna in cima al documento

 

Altre variabili importanti

A seconda della potenza necessaria, delle proprie esigenze familiari e di vincoli obiettivi (come il tipo di combustibile o lo spazio a disposizione), si può scegliere tra caldaie di vario tipo.

  • Le caldaie a gasolio sono modelli a basamento, hanno la camera di combustione aperta in ghisa o in acciaio, sono pesanti e di lunga durata. Hanno lo svantaggio di dover essere installate in un locale apposito.
  • Caldaie a basamento sono disponibili anche con bruciatori a gas (metano o GPL). Esistono nei tipi a camera aperta o stagna e sono indicate, quando ci sia la disponibilità di spazio, per villette e case medio-grandi.
  • Le caldaie murali a gas hanno il vantaggio di poter essere installate dappertutto (occupano lo spazio di un pensile da cucina); per contro hanno una manutenzione un po' più delicata rispetto ai modelli a basamento (i circuiti di circolazione dell'acqua vanno disincrostati ogni 2-3 anni).
  • Recentemente hanno fatto il loro ingresso sul mercato le caldaie a condensazione, che sfruttano una buona parte del calore residuo dei fumi e lo restituiscono all'acqua. In questo modo è possibile aumentare il rendimento, con un notevole risparmio di combustibile. Il vantaggio di questa tecnologia è particolarmente sensibile con gli impianti a bassa temperatura (cioè quelli a pannelli).
  • Altro aspetto da considerare nella scelta è quello dell'acqua calda sanitaria. Le caldaie murali sono del tipo a produzione istantanea: per questo scopo la caldaia deve avere almeno 24 kW di potenza. Sono adatte per abitazioni con 1-2 bagni; per esigenze maggiori è consigliabile aggiungere un serbatoio di accumulo (da 60 litri in su).
  • Il boiler, in acciaio porcellanato o inox, è sempre previsto per le caldaie a gasolio. In questo caso è preferibile una buona capacità (almeno 80-100 litri). Infine un consiglio di carattere generale: prima dell'acquisto, assicuratevi che nella vostra zona sia presente e attivo un centro di assistenza della marca di caldaia che intendete scegliere. Torna in cima al documento

 

La caldaia: Cosa dice la legge

  • La caldaia deve riportare il marchio di conformità alle norme Uni-Cig.
  • Per l'installazione è obbligatorio rivolgersi a un tecnico abilitato (iscritto alla Camera di Commercio o all'Albo provinciale delle imprese artigiane).
  • Una volta l'anno è richiesta una manutenzione generale: pulizia del bruciatore, prova di tenuta, controlli dei dispositivi di sicurezza ecc. (Dpr 412).
  • Ogni due anni è necessaria la verifica del rendimento della combustione.
  • La caldaia deve essere accompagnata da un libretto d'impianto in cui vengono registrate le operazioni di manutenzione eseguite dal tecnico (artigiano-installatore).
  • La responsabilità civile e penale dell'impianto è a carico dell'occupante, non importa se proprietario o inquilino, oppure può essere delegata a un tecnico abilitato, stipulando un apposito contratto di manutenzione (si può far riferimento al contratto-tipo biennale preparato da Adiconsum con le Associazioni nazionali degli artigiani installatori: per informazioni rivolgersi allo sportello Adiconsum presso le Regioni). Il contratto elenca le operazioni di manutenzione obbligatorie. A seconda delle regioni, il costo di questo servizio è di 120-180.000 lire annue.
  • Sono a carico dell'inquilino tutte le spese di piccola manutenzione dipendenti dall'uso (e non da vetustà dell'impianto o da caso fortuito). Rientra in questa categoria anche la manutenzione della canna fumaria, cioè la rimozione annuale della fuliggine. Gli interventi di manutenzione straordinaria spettano invece al proprietario, che, nel caso di abitazioni soggette a equo canone, può chiedere all'inquilino un aumento dell'affitto rapportato all'interesse legale del capitale impiegato (art. 23 Legge 392). Nel caso di locazioni con patti in deroga oppure a uso diverso, l'aumento del canone per spese straordinarie va invece previsto nel contratto con una clausola specifica.
  • Attenzione Per caldaie e scaldabagni a gas la legge è molto severa. Gli apparecchi a camera aperta (che prendono l’aria necessaria per la combustione dall’interno del locale) non possono essere installati né in camera da letto, né in un monolocale. In bagno sono ammessi soltanto se per ogni chilowatt di potenza si hanno a disposizione 1,5 m3 di volume. In pratica devono essere ambienti di almeno 10 m3. La collocazione più idonea rimane infatti la cucina. Gli apparecchi stagni (racchiusi in una scatola che non permette all’aria dell’ambiente di passare nella camera di combustione) hanno invece bisogno di prendere aria dall’esterno. È preferibile installarli in bagno o in cucina. Torna in cima al documento

 

Cosa Dice La Legge

Periodo di accensione

La durata del periodo di riscaldamento è fissata da DPR 412/93 in relazione alla zona climatica di appartenenza del comune in cui abitate. L'Italia è stata suddivisa in cinque zone climatiche in funzione dei cosiddetti "Gradi Giorno". Questi ci dicono com'è il clima della località in cui abitiamo. Più è alto il valore dei Gradi Giorno, più il clima è rigido. Ad esempio, città come Milano e Torino appartengono alla zona E mentre altre, quali Reggio Calabria e Palermo appartengono alla zona B. La città di Bari è collocata nella zona C e pertanto il periodo di riscaldamento va dal 15 Novembre al 31 Marzo con un numero massimo di ore giornaliere di riscaldamento pari a 10. La tabella sottostante mostra la suddivisione delle zone climatiche, i relativi periodi di riscaldamento e il numero massimo di ore giornaliere di accensione degli impianti.

Zona Gradi Giorno Periodo di riscaldamento Numero di ore massime giornaliere
A
inferiore a 600 dal 01-12 al 15-03
6
B
601-900 dal 01-12 al 31-03
8
C
901-1400 dal 15-11 al 31-03
10
D
1401-2100 dal 01-11 al 15/4
12
E
2101-3000 dal 15-10 al 15/4
14
F
superiore a 3000 nessuna limitazione
nessuna limitazione

La legge consente di frazionare l'orario giornaliero di riscaldamento in due o più periodi con l'obbligo però di spegnere l'impianto dalle ore 23.00 alle ore 5.00. Tale limitazione non si applica quando sussistono alcune condizioni come ad esempio:

  • agli impianti centralizzati quando questi dispongono di una sonda di temperatura esterna e di un orologio programmatore (sigillato) che regoli la temperatura degli ambienti su almeno due livelli (20°C e 16°C).

  • agli impianti centralizzati dotati un sistema di contabilizzazione del calore che siano dotati inoltre di un programmatore orario in ciascun appartamento tale da consentire la regolazione della temperatura su due livelli.

  • agli impianti autonomi (individuali) anch'essi dotati di termostato regolatore su due livelli.Torna in cima al documento

Caldaie indipendenti ma sicure

Per aumentare la sicurezza degli impianti, ridurre l’inquinamento atmosferico e risparmiare energia è di fondamentale importanza la manutenzione periodica della caldaietta di riscaldamento autonomo. Dal 1° agosto 1994 è entrato in vigore il DPR 412/93 che, attuando la legge 10/91, impone l’obbligo della manutenzione annuale. Ma vediamo insieme nel dettaglio cosa prescrive la legge e come provvede ad una manutenzione corretta e sicura.Torna in cima al documento

Manutenzione obbligatoria per le caldaie autonome

Dall’1.08.94 è entrato in vigore il DPR 412/93 che attua la legge 10/91 sulla sicurezza e sul risparmio energetico degli impianti di riscaldamento. Le norme del DPR 412 sono finalizzate all’obiettivo di aumentare la sicurezza degli impianti, ridurre l’inquinamento atmosferico e risparmiare energia. A questi fini sono di particolare importanza la manutenzione annuale della caldaia individuale a gas ed il controllo del rendimento di combustione ogni due anni.

Operazioni di manutenzione ordinaria

  • Prova di tenuta impianto gas;
  • Controllo delle caratteristiche di ventilazione del locale;
  • Controllo dei dispositivi di sicurezza relativi al gas;
  • Controllo della funzionalità della caldaia con segnalazione e proposta di sostituzione dei componenti non funzionanti;
  • Controllo della regolarità d’accensione e funzionamento della caldaia;
  • Pulizia del bruciatore principale e del bruciatore pilota;
  • Pulizia dello scambiatore lato fumi;
  • Controllo dello scarico dei fumi con prova di tiraggio;
  • Regolazione della portata termica e controllo della combustione;
  • Controllo dei dispositivi di sicurezza relativi all’acqua;
  • Controllo dell’efficienza dello scambiatore relativo all’acqua ed eventuale pulizia;
  • Taratura del bruciatore principale e controllo del regolare funzionamento del termostato del forno a gas;
  • Pulizia e tarature dei bruciatori del piano cottura con regolazione aria/gas e minimi;
  • Controllo dell’allacciamento, del flessibile delle cucine a gas e delle relative fascette stringitubo, con sostituzione in caso di necessità;
  • Verifica biennale del rendimento di combustione, secondo le norme del D.P.R. 412/93.Torna in cima al documento

Che cosa prevede la legge

Manutenzione annuale e verifica del rendimento di combustione

Gli impianti di riscaldamento autonomi:

  • almeno una volta all’anno dovranno essere sottoposti ad interventi di manutenzione, secondo le prescrizioni delle vigenti normative UNI e CEI;
  • ogni due anni dovranno essere analizzati i fumi per la verifica del rendimento di combustione.

La manutenzione annuale e la verifica biennale del rendimento di combustione devono essere affidate ad un’impresa abilitata, che sia cioè in possesso del Certificato di Abilitazione rilasciato dalla Camera di Commercio.

L’esito della verifica del rendimento di combustione e gli interventi di manutenzione effettuati dall’impresa dovranno essere riportati sul libretto di impianto.

Il terzo responsabile

L’occupante dell’unità immobiliare dotata di impianto di riscaldamento autonomo è responsabile dell’esercizio dell’impianto e cioè:

  • del rispetto del periodo e dell’orario di accensione,
  • del mantenimento della temperatura interna dell’abitazione (20° ± 2°)
  • della manutenzione annuale e delle verifiche biennali del rendimento.

L’occupante può delegare la responsabilità della manutenzione e del controllo dell’impianto ad un’impresa, che assume le funzioni di "terzo responsabile" e risponde anche di eventuali sanzioni in luogo dell’occupante.

Il libretto di impianto

Tutti gli impianti di riscaldamento individuale dovranno essere dotati di un libretto di impianto. Nel libretto, l’occupante dell’unità abitativa o l’impresa terzo responsabile della manutenzione, dovranno annotare:

  • il nome del responsabile della manutenzione e delle verifiche, cioè l’occupante o l’impresa terzo responsabile in caso di delega;
  • le operazioni eseguite nel corso della manutenzione annuale;
  • i risultati delle verifiche biennali del rendimento di combustione.

Il rispetto dei rendimenti minimi

Le caldaie individuali a gas devono avere un rendimento minimo. Se, a seguito di controlli, il rendimento risultasse inferiore a quello prescritto e non fosse possibile ricondurlo a norma con interventi di manutenzione, la caldaia dovrà essere sostituita entro 300 giorni dall’accertamento dell’irregolarità.

I controlli di Comuni o Province

I Comuni con oltre 40.000 abitanti, oppure le Province per i Comuni più piccoli, devono effettuare controlli sul rendimento di combustione per accertare l’effettivo stato di manutenzione ed esercizio dell’impianto di riscaldamento individuale. I costi delle operazioni di controllo sono a carico degli utenti. Per un periodo transitorio di 6 anni, Comuni e Province possono stabilire che i controlli siano sostituiti da un’autodichiarazione dell'occupante (ovvero del terzo responsabile in caso di delega), attestante la rispondenza dell'’impianto alle norme del DPR 412/93.Torna in cima al documento

Consigli utili

  • Ricordare di svolgere le operazioni di manutenzione prima dell'’accensione invernale del riscaldamento.
  • Affidare le operazioni di manutenzione ad un’impresa abilitata in possesso dell'’attestato di qualificazione rilasciato dalla Camera di Commercio.
  • Accertarsi che l’impresa a cui sarà affidata la manutenzione ne abbia la capacità e possegga un’adeguata struttura organizzativa in grado di garantire l’effettuazione delle operazioni richieste.
  • Scegliere l’impresa fra quelle che hanno una conoscenza specifica del tipo e della marca della caldaia installata
  • Estendere le operazioni di manutenzione annuale anche agli apparecchi a gas di uso domestico (cucina, forno, scaldabagni, ecc.)
  • Fare annotare i risultati delle verifiche e le operazioni di manutenzione eseguite sul libretto di impianto che deve essere sottoscritto dal responsabile (occupante o impresa).
    Torna in cima al documento

Il contratto di manutenzione annuale

L’Adiconsum ha sottoscritto con le Associazioni Artigiane del settore impiantistico (FNAI-Confartigianato, ANIM-CNA e FIAM-CASA) un’intesa per l’adozione di un contratto-tipo, affinché serva da riferimento per le imprese e per gli utenti. L’intesa con le Associazioni Artigiane garantisce alle famiglie il rispetto della legge, con prestazioni di operatori qualificati ad un costo equo. Essa vuole anche contribuire a sviluppare la cultura della manutenzione periodica, come mezzo per risparmiare energia, ridurre l’inquinamento e garantire maggiore sicurezza.

Le clausole più importanti del contratto tipo

  • Per motivi di sicurezza, prima di sottoscrivere il contratto, l’impresa eseguirà sull’impianto un check up preliminare, con prova di tenuta dell'’impianto stesso. Nella stessa circostanza sarà effettuata la verifica del rendimento di combustione prevista dal DPR 412/93 ed i dati risultanti saranno trascritti sul libretto di impianto;
  • la durata del contratto è biennale e i costi della verifica del rendimento saranno suddivisi nei due anni;
  • le visite annuali di manutenzione saranno programmate e concordate con il cliente;
  • per ottenere una maggiore sicurezza, le operazioni di manutenzione riguarderanno tutto l’impianto (caldaia, tubi, radiatori, sistemi di regolazione, camino);
  • la manutenzione sarà estesa anche agli altri apparecchi a gas quali cucina, scaldabagno, forno…;
  • le operazioni di manutenzione saranno svolte conformemente alle vigenti norme UNI-CEI;
  • l’impresa provvederà all’eventuale predisposizione della caldaia per le prove del rendimento di combustione (pozzetto prelievo fumi);
  • in aggiunta all’importo forfetario annuale concordato potrà essere richiesto solo il costo dell'’eventuale sostituzione dei pezzi di ricambio, facendo riferimento ai listini delle case costruttrici;
  • l’impresa è impegnata a svolgere tutte le visite di assistenza richieste dal cliente.

Il contratto tipo non prevede la delega di terzo responsabile all’impresa. Questa possibilità è prevista come condizione aggiuntiva. Qualora si scelga di non dare la delega di terzo responsabile, il libretto d’impianto e l’autocertificazione dovranno essere sottoscritti dall’occupante, ma l’impresa è impegnata contrattualmente a contrattualmente a coadiuvare il cliente nella compilazione dei documenti.

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