CLIMATIZZAZIONE
|

La corretta manutenzione degli impianti di condizionamento è un'attività molto delicata, che deve rispettare particolari standard qualitativi. Questo manuale ripercorre le norme da rispettare alla luce di normative e linee guida internazionali e delle recenti indicazioni del Ministero della Salute. Precisa i limiti relativi ai parametri più importanti da tenere d'occhio e le indicazioni contenute nelle più recenti normative. Inoltre presenta informazioni relative alla corretta realizzazione, collaudo, verifica e manutenzione igienica delle diverse apparecchiature che costituiscono gli impianti di condizionamento. |
È
difficile definire il clima ideale: potremmo dire che non deve essere
nè troppo freddo nè troppo caldo, l'aria nè troppo umida nè troppo secca,
pulita e gradevole. Gli studiosi hanno rilevato che i parametri che influenzano
lo stato di benessere delle persone sono legati all'equilibrio termico
dell'uomo e alla qualità dell'aria. (vedasi le variabili
del benessere). In ogni caso, creare le condizioni ideali all'interno
degli ambienti favorisce il benessere del corpo umano. Naturalmente il
percorso per raggiungere questo obiettivo sarà diverso a seconda delle
stagioni dell'anno.
IN ESTATE
Durante
il periodo estivo, la temperatura di benessere, in ambiente domestico, è
attorno ai 27°C con umidità relativa del 50% e velocità dell'aria inferiore
a 0,2 m/s (paragonabile a un leggero soffio). Infatti non solo si è meno
vestiti, ma tali parametri consentono una gradevole sensazione di benessere
contenendo la differenza tra temperatura interna ed esterna. Ciò consente
di salvaguardare il corpo da eventuali scompensi derivanti da forti reazioni
corporee repentine e localizzate, causate da correnti d'aria fredde o da
permanenza in ambienti troppo freddi.
IN INVERNO
Durante
il periodo invernale, la temperatura di benessere, in ambiente domestico,
è attorno ai 21°C con umidità relativa di circa 55%. In inverno, infatti,
si è più vestiti e la differenza di temperatura con l'esterno è molto elevata.
Quando all'interno delle abitazioni la temperatura è superiore a 21°C e
l'umidità relativa è del 20%-30%, si hanno problemi di gola secca e forte
disagio quando si va all'esterno. L'umidità molto elevata, 80%-90%, invece,
può causare muffe alle pareti e malessere alle persone.
L'ARIA
UMIDA
Aria umida
è il termine che i fisici utilizzano per indicare l'aria che respiriamo
e che circonda la superficie terrestre; il nome deriva dal fatto che essa
è una miscela di aria secca (costituita da ossigeno, azoto ed altri
gas incondensabili) e vapore d'acqua. Il bisogno di distinguere anche
già con il nome la presenza nell'aria di una componente secca e una umida
deriva dal diverso comportamento fisico dei due costituenti. Infatti, mentre
alla componente secca costituita dai gas, ed in particolare dall'ossigeno
e dall'anidride carbonica, si deve la vita così come la conosciamo, la parte
umida, il vapore d'acqua, è responsabile di tutti i fenomeni meteorologici
tipici del nostro pianeta: le nebbie, la brina, il cielo più o meno limpido,
la grandine, la neve e via dicendo sono tutte manifestazioni legate alla
presenza nell'aria di un maggiore o minore contenuto di vapore d'acqua e
al suo stato di aggregazione.
Il fenomeno
della saturazione, tipico di tutte le miscele, impone un limite alla
quantità di vapore d'acqua che l'aria può contenere: un componente può sciogliere
solo una determinata quantità di un altro componente; superata questa soglia,
i due componenti restano immiscelati. Così, ad esempio, se continuiamo ad
aggiungere dello zucchero al caffè contenuto in una tazzina, a un dato punto
non potremo più mischiare caffè e zucchero appunto perché abbiamo raggiunto
il limite e la miscela è satura; lo zucchero in più si depositerà, immiscelato,
sul fondo. La stessa cosa succede all'aria secca che potrà sciogliere solo
una determinata quantità di vapore, quantità che dipende dalla temperatura
dell'aria: tanto più la temperatura è elevata, tanto maggiore è la quantità
di vapore che essa può miscelare. Il fenomeno della saturazione permette
la misura del contenuto di vapore d'acqua, attraverso la grandezza umidità
relativa, che esprime, in percentuale, il rapporto tra il contenuto
di vapore d'acqua dell'aria nelle condizioni attuali ed il contenuto massimo
che è appunto quello che la stessa aria avrebbe se fosse satura a quella
temperatura. Così, un valore di umidità relativa del 10% indica un bassissimo
contenuto di vapore d'acqua, mentre per contro il 100% di umidità relativa
indica che l'aria è giunta a saturazione e non può più contenere altro vapore.
TRATTAMENTI
DELL'ARIA
Quando
condizioniamo un ambiente, prendiamo parte dell'aria in esso contenuta e
gli facciamo subire dei trattamenti in modo da portarne temperatura ed umidità
relativa ai valori necessari per mantenere l'ambiente in condizioni di benessere.
In estate
quando l'aria è calda e umida, bisognerà raffreddarla e deumidificarla.
Questo è il tipico trattamento operato dai condizionatori d'aria autonomi.
Ma cosa succede all'aria? Pensiamo a quanto avviene ai vetri della nostra
autovettura in una giornata di pioggia oppure ancora ai vetri della finestra
della cucina quando prepariamo da mangiare: i vetri si appannano e piccole
goccioline d'acqua solcano la superficie. Ciò avviene perché abbiamo una
superficie fredda, il vetro, che viene a contatto con un'aria calda e molto
umida, quella dell'abitacolo della vettura o quella carica di vapore della
cucina. L'aria cede calore al vetro raffreddandosi e contemporaneamente,
essendo il vetro molto freddo, perde anche vapore che condensa, passando
allo stato liquido (le goccioline che vediamo). Nel condizionatore avviene
lo stesso fenomeno: l'aria del locale incontra la superficie fredda dell'evaporatore
ed in tal modo si raffredda e cede vapore che condensa (ed è per questa
ragione che l'evaporatore produce acqua).
Il trattamento
di raffreddamento e deumidificazione dell'aria descritto, presenta quindi
due aspetti particolari. Da un lato l'aria si è raffreddata, cioè la sua
temperatura si è abbassata; dato che possiamo renderci conto di ciò con
i nostri sensi, questo effetto è detto sensibile e la porzione del calore
scambiato con la superficie dell'evaporatore utilizzata per diminuire la
temperatura dell'aria è detto calore sensibile.
Come secondo effetto c'è stata una riduzione del vapore d'acqua contenuto
nell'aria; anche questo fenomeno è dovuto ad uno scambio di calore con l'evaporatore,
calore che però non ha variato la temperatura, ma ha permesso al vapore
d'acqua di condensare, cioè di cambiare stato di aggregazione, e di abbandonare
l'aria sotto forma di liquido: questo tipo di calore viene detto calore
latente.
In inverno
invece l'aria in genere va solamente riscaldata avendo già un tenore
di umidità relativa accettabile. Un condizionatore che funziona come pompa
di calore svolge proprio questa funzione. L'aria incontra una superficie
più calda e assorbe calore da questa, riscaldandosi. Dato che l'effetto
è stato solo quello di aumentare la temperatura dell'aria senza alcuna azione
sul contenuto di vapore d'acqua, il calore scambiato sarà di tipo sensibile.
IL CONDIZIONATORE
D'ARIA
Il condizionatore
è utilizzato per raffreddare e deumidificare l'aria estiva, calda e umida,
facendola passare attraverso uno scambiatore di calore di calore mantenuto
a temperatura molto bassa. Ma come è possibile generare il freddo? Il condizionatore
contiene un fluido che attualmente è il freon, ma che verrà sostituito da
altri composti meno dannosi per l'ambiente, composti che sono però ancora
in fase di studio. Il fluido è costretto dagli organi della macchina a seguire
un ciclo chiuso, vale a dire una serie di trasformazioni che lo riportano
sempre allo stato di partenza: il condizionatore può funzionare grazie alla
continua ripetizione di tale ciclo detto, per i risultati cui si perviene, ciclo frigorifero.
Nel ciclo
frigorifero il freon è soggetto a dei cambiamenti di fase: esso passa dalla
fase liquida a quella di vapore (ebollizione) e da questa ritorna
liquido (condensazione). I cambiamenti di fase sono trasformazioni
fisiche molto particolari che avvengono a spese di una certa quantità di
energia, necessaria in quanto le due fasi hanno livelli energetici diversi.
Così per passare dalla fase liquida a quella di vapore (caratterizzata quest'ultima
da un maggior contenuto energetico) bisognerà fornire energia, cioè calore
(pensiamo ad esempio al fuoco che accendiamo sotto una pentola per far bollire
l'acqua). Al contrario, bisognerà togliere calore al vapore per farlo tornare
liquido. Per poter scambiare questo calore sarà allora necessario avere
un secondo fluido che possa cedere o prendere calore dal freon in trasformazione:
niente di più immediato che pensare all'aria che ci circonda.
Nel caso dell'ebollizione, quando cioè il freon passa dalla fase
liquida a quella di vapore, abbiamo bisogno di prendere calore dall'aria:
il risultato è che quest'ultima si raffredda ed ecco l'effetto utile che
otteniamo nel condizionatore.
Quando
invece il freon condensa, cioè passa da vapore a liquido, ha bisogno
di cedere calore all'aria, che, quindi, si riscalda: ecco perché l'unità condensante del condizionatore va posta all'esterno dell'ambiente
da condizionare, proprio per non immettere nel locale il calore prodotto.
Non deve stupire il fatto che si parli di ebollizione e condensazione e
contemporaneamente di temperature basse. A quale temperatura avviene la
variazione di fase dipende dal fluido e dalla pressione cui è soggetto.
Il freon è stato scelto appunto, soprattutto per il fatto che ai tenori
di pressione cui è sottoposto all'interno di un condizionatore, bolle e
condensa alle temperature ideali per utilizzare l'aria ambiente come secondo
fluido da cui prendere o cedere calore. Gli apparecchi nei quali avviene
il passaggio di calore tra freon e aria, sono degli scambiatori di calore
simili nella costruzione ai radiatori delle automobili: il freon passa all'interno
dei tubi, che sono alettati all'esterno per favorire lo scambio di calore
con l'aria offrendo, grazie appunto alle alette, una maggiore superficie
di scambio. L'aria è mossa da un ventilatore: uno centrifugo, più silenzioso
e con maggior prevalenza, nell'unità evaporante interna, ed uno elicoidale,
più rumoroso e con maggior portata, nell'unità condensante esterna.
Più è alta la velocità e la portata dell'aria e maggiore è il calore scambiato;
è esattamente quello che succede nel radiatore della nostra autovettura:
la temperatura dell'acqua sale quando siamo bloccati nel traffico (segno
evidente che l'aria ferma scambia poco calore con l'acqua) per abbassarsi
solamente quando parte la ventola rimettendo in moto l'aria.
Risulta
allora evidente che nel posizionare le due unità bisognerà favorire il
moto dell'aria evitando ad esempio di porre ostacoli che riducano il
flusso d'aria allo scambiatore. Un ciclo frigorifero si ottiene allora utilizzando
i due radiatori che abbiamo appena descritto per fare avvenire i due cambiamenti
di fase ed altri due organi adibiti al controllo della pressione nei due
scambiatori, il compressore ed il capillare. La trasformazione vapore -
liquido avviene ad alta pressione per effetto del compressore, la trasformazione
liquido - vapore avviene a bassa pressione, regolata dalla valvola capillare
costituita in pratica da una strozzatura che riduce appunto la pressione.

Per capire
un po' meglio le trasformazioni subite dal fluido frigorigeno, seguiamo
il ciclo di figura partendo dal lato a bassa pressione, cioè dall'evaporatore.
Qui il freon passa dallo stato liquido (che ritroviamo all'imbocco dell'evaporatore)
a quello di vapore (presente all'uscita dell'evaporatore) e per fare ciò
abbiamo visto che c'è bisogno di calore, calore che prendiamo dall'aria
contenuta nel locale da condizionare. Così, facendo investire dall'aria
ambiente la serpentina che contiene il freon, l'aria cede calore e si raffredda
ed il freon lo assorbe, si riscalda ed evapora. L'evaporatore rappresenta
la parte fredda della macchina in quanto in esso il calore viene
scambiato alla temperatura inferiore del ciclo.
Quando il freon si è trasformato completamente in vapore, viene aspirato
dal compressore che aumenta la sua pressione e lo invia al condensatore.
Qui avviene il processo inverso: il vapore deve tornare liquido, cioè condensare,
e per fare ciò ha bisogno di cedere calore: questo scambio avviene con l'aria
esterna. Il condensatore costituisce la parte calda in quanto si
scambia calore alla temperatura più alta del ciclo. A questo punto
il freon è ritornato allo stato liquido di partenza, ma è ad una pressione
più elevata di quella che regna nell'evaporatore. Sarà quindi necessario
farlo passare attraverso un capillare in modo di ridurre la pressione. Siamo
così ritornati nell'evaporatore, nelle condizioni iniziali ed il ciclo può
ricominciare. Il freon ha preso calore dall'aria interna e ha ceduto calore
a quella esterna: il risultato finale è che abbiamo utilizzato dell'energia
elettrica per muovere il compressore ed i ventilatori dell'aria, ottenendo
come effetto utile uno spostamento di calore da un ambiente interno, il
locale da condizionare, ad uno esterno, l'aria che investe il condizionatore,
raffreddando e deumidificando l'aria dell'ambiente interno. Ciò anche grazie
allo sfruttamento dei diversi livelli energetici che il freon possiede in
fase liquida rispetto a quella di vapore.
Possibili
inconvenienti del condizionatore
La resa
di un condizionatore è strettamente legata alla quantità di freon in esso
contenuta; quando la carica del freon diminuisce, cosa che può ad esempio
capitare quando si abbia una fuga di gas in fase di installazione della
macchina, le prestazioni del condizionatore si riducono di conseguenza,
e la macchina non fa più il freddo necessario. Inoltre il freon passando
nel compressore lo raffredda asportando il calore prodotto e mantenendolo
alla giusta temperatura per il suo corretto funzionamento. La perdita di
freon è perciò ancora più pericolosa in quanto può provocare la rottura
per grippaggio del compressore.
Infatti il compressore è , tra gli apparecchi costituenti il condizionatore,
quello più delicato e costoso e ad esso va dedicata una cura particolare
perché possa funzionare al meglio. Bisognerà così stare molto attenti anche
alla sistemazione dell'unità condensante esterna, al fine di evitare sia
installazioni sotto il sole battente senza alcuna protezione che ostruzioni
o blocchi al flusso d'aria che riducano il calore scambiato; alla riduzione
del calore corrisponde infatti un aumento della temperatura di condensazione
e con essa della pressione del freon nel condensatore. L'aumento di pressione
costringe così il compressore ad un lavoro supplementare che alla lunga
ne può provocare la rottura. Analoghi danni si riscontrano quando si ottura
il capillare. Anche in questo caso si registra un aumento della pressione
su lato condensatore e un corrispondente aumento del lavoro di compressione.
Per finire con l'elenco delle attenzioni richieste per garantire il buon
funzionamento del compressore, va ricordato che questo, allo spunto, assorbe
una corrente che è quattro-cinque volte quella nominale: si dovranno pertanto
utilizzare per il collegamento elettrico dei cavi di sezione adeguata a
tale carico.
Anche l'installazione
dell'unità evaporante interna richiede, come già detto più sopra, una cura
particolare per favorire lo scambio di calore con l'aria del locale da condizionare.
Se tale scambio viene impedito o ridotto, perché ad esempio davanti all'unità
vengono posti degli ostacoli che riducono il flusso d'aria, la temperatura
del freon si abbassa rapidamente perché l'aria non cede il calore necessario
ed il freon, che sta comunque evaporando, è costretto a prendere tale calore
da se stesso, raffreddandosi. Ne segue che anche l'unità si raffredda fino
ad andare sotto zero e brinare con la conseguente riduzione delle prestazioni
del condizionatore, ma soprattutto raffreddando a temperature molto basse
la poca aria immessa in ambiente con grave disagio per gli occupanti il
locale.
LA POMPA
DI CALORE
Analizzando
il ciclo frigorifero, abbiamo visto che l'effetto ottenuto è quello di trasferire
calore da un ambiente interno ad uno esterno; non abbiamo però dato alcuna
importanza al calore ceduto all'aria esterna, considerandolo come perduto
in quanto ciò che interessava era raffreddare l'aria interna. Però questo
è un effetto che può essere utilizzato dato che il calore ceduto all'ambiente
può risultare molto utile d'inverno per riscaldare l'ambiente stesso.
L'idea è molto semplice. Tenendo fissi i due scambiatori di calore, se al
posto di percorrere un ciclo frigorifero in senso orario come abbiamo visto
finora, lo percorriamo in senso antiorario, l'evaporatore, che prima raffreddava
l'aria, diventa un condensatore in grado di riscaldarla. Questa inversione
del ciclo è realizzata in un condizionatore che funziona anche come pompa
di calore. Esso sarà in grado di raffreddare l'ambiente in estate e riscaldarlo
in inverno solo percorrendo il ciclo frigorifero in senso orario o in senso
antiorario. L'inversione richiede l'inserimento nel circuito di una valvola
a quattro vie che permetta, a seconda della funzione su cui è commutata
la macchina, di inviare il fluido in uscita dal compressore, indifferentemente
nella batteria interna o in quella esterna che in questo caso non sono state
indicate coi termini di condensatore ed evaporatore in quanto si scambiano
vicendevolmente le loro funzioni.
Nel caso
di funzionamento estivo il percorso dl fluido è quello già descritto
per il condizionatore, con la parte calda costituita dalla batteria esterna
che si comporta da condensatore.
Nel caso di funzionamento invernale il cassetto interno di una apposita
valvola a 4 vie si sposterà mettendo in comunicazione il lato ad alta pressione
del compressore (scarico) con la batteria interna che diventerà calda e
si comporterà da condensatore, ed il lato a bassa pressione (aspirazione)
con la batteria esterna che diventerà fredda e si comporterà da evaporatore:
abbiamo così realizzato un ciclo che utilizza il calore del condensatore
che nel caso estivo veniva invece disperso. Dato che la batteria esterna
opera con temperature basse, l'aria esterna incontrando una superficie molto
fredda tenderà a produrre una notevole quantità di acqua derivante dalla
condensazione del vapore d'acqua dell'aria. Si dovrà perciò fare attenzione
nel posizionare l'unità di un condizionatore a pompa di calore, dato che
nel funzionamento invernale bisognerà smaltire una grossa quantità di
acqua di condensa.
L'inversione
del ciclo comporta, oltre ad un aumento degli accessori inseriti nel circuito
base (valvola pilota e suo comando automatico e valvola di inversione) l'aggiunta
di un ulteriore controllo sulla batteria esterna. Questa, nel funzionamento
invernale, diventa la parte fredda del ciclo e prende quindi calore dall'aria
esterna che in inverno ha temperature molto basse. Ma per poter scambiare
calore, la batteria deve essere più fredda dell'aria esterna: di conseguenza
con l'aria prossima se non inferiore a zero gradi, la batteria dovrà essere
notevolmente al di sotto dello zero e quindi si formerà velocemente su di
essa del ghiaccio. Nasce quindi la necessità di effettuare uno sbrinamento
periodico della batteria esterna e ciò viene facilmente ottenuto con una
nuova inversione del ciclo. Nel periodo di sbrinamento quindi, la macchina
funziona come condizionatore, in modo tale che la batteria esterna ridiventi
la parte calda, il condensatore, ed in essa venga ceduto calore dal fluido
frigorigeno, calore che serve appunto ad eliminare il ghiaccio. Durante
il periodo di sbrinamento è necessario anche fermare il ventilatore della
batteria interna, che essendo ritirata ad essere la parte fredda, raffredderebbe
l'ambiente. Terminato il periodo di sbrinamento, il ciclo verrà nuovamente
invertito, la batteria interna tornerà ad essere la parte calda della macchina
e il ventilatore verrà riavviato. Come è facile intuire, l'inversione del
ciclo, pur essendo indispensabile, comporta una riduzione delle prestazioni
generali della macchina dato che nel periodo di sbrinamento l'unità non
riscalda l'ambiente.
CLIMATIZZAZIONE
DELL'AMBIENTE
Lo
scopo degli impianti di climatizzazione è quello di creare negli
ambienti le condizioni più soddisfacenti per la permanenza delle
persone.
Gli attuali climatizzatori sono dotati di soluzioni tecniche e funzioni
sempre più sofisticate. Proprio per questo, prima di acquistarne
uno, è importante sapere cosa serve davvero. Le diverse necessità
di fronte all'ampia scelta di soluzioni trovano sempre il condizionatore
ideale per rendere l'ambiente nel quale verrà installato il più
confortevole e gradevole possibile.
LE
VARIABILI DEL BENESSERE
In un ambiente
le condizioni per il benessere del corpo umano sono determinate dai seguenti
fattori:
-
TEMPERATURA
-
UMIDITÀ
-
PUREZZA
DELL'ARIA
-
DIFFUSIONE
DELL'ARIA
-
SILENZIO
I climatizzatori,
in quanto tali, permettono di agire su queste variabili e modificandone
i valori è possibile rendere confortevole un ambiente in ogni stagione.
TEMPERATURA
È la quantità di CALORE
presente in un ambiente. Con buona fantasia possiamo associare alla Temperatura
il livello di liquido (CALORE) contenuto in un recipiente (AMBIENTE).
Se volessimo abbassare il livello del nostro contenitore dovremmo trasferire
all'esterno del contenitore stesso il liquido nella quantità tale
da raggiungere il livello desiderato. Un sistema semplice è quello
di agire su di un rubinetto che permette al liquido di defluire all'esterno.
Nella nostra esposizione fantasiosa abbiamo associato il calore al liquido
e l'ambiente al contenitore... qual'è il rubinetto? Il nostro condizionatore
funzionerà da rubinetto. Esso è infatti capace di trasferire
il calore all'esterno sottraendolo all'ambiente.

UMIDITÀ
L'aria
che ci circonda ha la capacità di trattenere molecole di acqua sotto
forma di vapore acqueo. Questa caratteristica le conferisce una certa umidità
indicata con il termine "grado di umidità". La capacità dell'aria
di trattenere vapore acqueo è strettamente dipendente dalla temperatura.
La relazione esistente tra umidità dell'aria e temperatura è
direttamente proporzionale, vale a dire che maggiore è la temperatura
maggiore è la capacità dell'aria di trattenere molecole di
acqua in sospensione (vapore acqueo).
Esistono due parametri che indicano l'umidità dell'aria: 
PUREZZA
DELL'ARIA
L'aria
comune contiene particelle e microrganismi in sospensione. Si tratta di
fumi, polveri, batteri, funghi, polline (particolarmente nel periodo della
fioritura), particelle gassose pesanti. Queste sono sostanze che sfavoriscono
il benessere ambientale. Filtrare l'aria è un presupposto indispensabile
per creare un clima sano e pulito. L'abbattimento di polveri e pollini è
decisamente importante, come lo è il trattenimento di batteri e microrganismi.
Esistono a tale scopo opportuni filtri che permettono all'aria di alleggerirsi
da sostanze estranee.
DIFFUSIONE
DELL'ARIA
Una
distribuzione corretta dell'aria è indispensabile per ricreare un
ambiente confortevole.
Da tenere sotto controllo, per una buona distribuzione dell'aria:
-
ARIA
STAGNANTE o CORRENTI D'ARIA -- la non corretta velocità dell'aria
che si traduce in ventilazione insufficiente o eccessiva;
-
SBALZI
DI TEMPERATURA -- tra due ambienti attigui o due zone adiacenti
vi è una eccessiva differenza di temperatura;
-
ZONE
CALDE E ZONE FREDDE -- getti d'aria mal direzionati possono provocare
il raffreddamente rapido di alcune zone e quello non adeguato di altre.
SILENZIO
Per un
ambiente accogliente è altresì importante il rumore presente
in esso. Sia rumori troppo forti che rumori di bassa intensità ma
costanti, possono provocare molti disagi a chi permane in un ambiente. Il
rumore dell'apparecchio di condizionamento deve, pertanto, essere contenuto.
I moderni dispositivi di climatizzazione possiedono ventole e parti meccaniche
in movimento progettate e costruite per garantire la massima silenziosità
durante il funzionamento.
CLIMATIZZAZIONE
E CORPO UMANO
Le "variabili
del benessere", quali la temperatura dell'Aria, l'Umidità, la Purezza
e la Diffusione dell'aria nell'ambiente variano in funzione di alcuni fattori
quali ad esempio:
-
le
stagioni (estate - inverno);
-
le
condizioni climatiche (sole-nuvole-pioggia);
-
le
aree geografiche (pianura-montagna-mare; nord-centro-sud);
-
l'ambiente
dove viviamo (casa-ufficio-negozio);
-
il
numero di persone all'interno dell'ambiente e l'attività che
queste conducono.
Il corpo
umano, grazie a complessi processi chimici interni, è in grado di
mantenere una temperatura costante di circa 36°C. Oltre ai processi interni
il corpo umano può adattarsi alle diverse condizioni esterne ricorrendo
alla sudorazione oppure all'idratazione, brividi, pelle d'oca etc.
I moderni
climatizzatori sono in grado di migliorare le condizioni di adattamento
del corpo umano all'ambiente in cui esso si trova modificando le variabili
in termini di temperatura ed umidità, purezza e diffusione dell'aria.
Per questo motivo i dispositivi di condizionamento capaci di intervenire
sulle variabili ambientali sono detti "climatizzatori": infatti essi sono
in grado di riprodurre un ben determinato clima...
CLIMATIZZAZIONE
ED ECOLOGIA
Un climatizzatore
può essere definito ecologico se non contribuisce all'aumento dell'effetto
serra e non rilascia nell'ambiente sostanze aggressive per lo strato di
ozono. Si tratta di un argomento che è bene conoscere.
STRATO
D'OZONO
Si tratta
di una naturale barriera ai raggi solari costituita da particelle di ozono
stratificate nella stratosfera terrestre (la parte più alta dell'atmosfera)
tra i 15.000 e i 35.000 metri di altezza dal suolo. La sua presenza è
vitale per la vita sul nostro pianeta poichè ha il ruolo di filtro
dei raggi ultravioletti, i quali altrimenti provocherebbero il surriscaldamento
della superficie terrestre.
BUCO
DELL'OZONO
Si tratta
di un assottigliamento dello strato di ozono dovuto alla pesante immissione
in atmosfera di sostanze che reagiscono chimicamente con le particelle di
ozono e ne degradano la struttura. L'assottigliamento dello strato di ozono
porta ad un impoverimento delle proprietà di scudo contro i raggi
solari.
POTENZIALE
DI DIMINUZIONE DELL'OZONO (DOP)
È
un coefficiente assoluto che esprime il grado di aggressività di
una data sostanza nei confronti dello strato di ozono. Più alto è
questo coefficiente maggiore è il danno che questa sostanza provoca
all'ozono e quindi maggiore sarà la cura con cui verrà maneggiata
per evitare che possa liberarsi in atmosfera senza controllo.
L'EFFETTO
SERRA
È
l'effetto dell'immissione nell'atmosfera di carichi di energia sempre maggiori
dovuti all'attività umana. Questi vanno a creare uno sbilanciamento
tra l'energia solare assorbita dalla Terra e quella invece emessa naturalmente
dalla Terra stessa. Questo sbilanciamento porta a mutamenti climatici che
si ripercuotono sulla vita e sull'ambiente.
POTENZIALE
DI RISCALDAMENTO GLOBALE (GWP)
È
l'indice della capacità di un prodotto di immettere energia nell'atmosfera
tale da portare la distorsione del naturale equilibrio energetico e di provocare
quindi mutamenti del clima del nostro pianeta.
I CLIMATIZZATORI
ECOLOGICI
I climatizzatori
possono essere considerati ecologici solo se NON contengono sostanze chimiche
che danneggiano lo strato d'ozono. In questo caso si assegna loro DOP=ZERO.
I climatizzatori possono essere considerati ecologici solo se NON creano
Effetto Serra. Per ottenere questo bisogna creare degli apparecchi sempre
più efficienti, cioè che mantengano le stesse performance consumando meno
energia elettrica. In questo caso si assegna loro GWP=ZERO.
COME
FUNZIONA UN CLIMATIZZATORE
Possiamo
immaginare il principio di funzionamento di un CLIMATIZZATORE come un treno
che corre all'interno di un circuito chiuso tra due stazioni. Alla partenza
i vagoni del treno vengono caricati di CALORE preso dalla stazione A che
nel nostro caso è la stanza. Il treno corre lungo le rotaie fino
alla stazione B, verso l'ambiente esterno, dove scarica il calore. A questo
punto ritorna alla stazione A per ricaricare i vagoni vuoti. La Stazione
A si chiama EVAPORATORE, mentre la Stazione B si chiama CONDENSATORE.
Il nostro esempio è piuttosto semplificato ma descrive abbastanza
chiaramente qual è la funzione del climatizzatore: TRASPORTARE CALORE
dall'interno della stanza all'esterno.
Più
in dettaglio diciamo che il climatizzatore controlla due diversi flussi: IL FLUSSO DELL'ARIA in entrata e in uscita dall'apparecchio e IL
FLUSSO DEL LIQUIDO REFRIGERANTE, che corre all'interno del climatizzatore
ed è in grado di assorbire e/o liberare calore diventando molto caldo
o molto freddo. L'aria calda della stanza entra nel climatizzatore e CEDE
IL CALORE al liquido refrigerante (Stazione A): così facendo DIVENTA FREDDA
ed esce nuovamente nella stanza. Il liquido refrigerante invece, colpito
dall'aria della stanza è diventato caldo: corre fino al retro dell'apparecchio
(Stazione B) e grazie ad una ventola si raffredda, BUTTANDO IL CALORE ALL'ESTERNO.
A questo punto torna freddo alla Stazione A dove deve assorbire altro calore
dell'aria.
Il climatizzatore
oltre a RAFFREDDARE L'ARIA, DEUMIDIFICA. Il processo di deumidificazione
è reso possibile grazie alla condensazione. Infatti le particelle
di vapore acqueo presenti nell'aria (umidità caratteristica dell'aria,
vedi "variabili del benessere") colpite da correnti
fredde passano dallo stato gassoso in sospensione allo stato liquido.
Poi, grazie al filtro che trattiene la polvere in sospensione, l'aria VIENE
PULITA dalla polvere e da altre impurità.
COME
SCEGLIERE UN CLIMATIZZATORE
Prima di
procedere all'acquisto di un climatizzatore è bene analizzare alcuni
aspetti determinanti. Un climatizzatore non è come un altro, potenza,
funzioni e condizioni di esercizio variano da modello a modello fornendo
un'ampia scelta all'utente finale.
CARATTERISTICHE
GENERALI DELL'AMBIENTE
È
importantissimo considerare l'ambiente che si desidera climatizzare. Dimensioni
dei vani, superficie delle pareti, grado di isolamento dei pavimenti, dei
muri, dei soffitti, degli infissi, dimensione delle vetrate e delle porte
esterne sono tutti parametri da tenere sott'occhio. È importante
anche sapere quale tipo di edificio circonda la nostra abitazione: si intuisce
subito che è ben diverso avere accanto una cella frigorifera oppure
una lavanderia.
UBICAZIONE
GEOGRAFICA E CONDIZIONI CLIMATICHE
Il clima
medio di una zona influenzerà la scelta del climatizzatore. Ben diverso
sarà climatizzare un luogo all'estremo nord o al sud.
FUNZIONI
DESIDERATE
I moderni
climatizzatori hanno funzionalità tali da permettere loro di ventilare,
riscaldare oltre che raffreddare. Possono essere programmati sia nei tempi
di esercizio che nei modi di funzionamento. Per questo motivo è bene
avere le idee chiare sulle funzioni desiderate.
CARICHI
ELETTRICI
Le apparecchiature
elettriche, durante il loro funzionamento, dissipano calore che grazie all'aria
si diffonde nell'ambiente. La diffusione di calore nell'ambiente per mezzo
di carichi elettrici è un fattore importante da tenere in conto durante
il dimensionamento della potenza frigorifera del nostro climatizzatore.
QUANTITÀ
DI FINESTRE
I raggi
solari e le onde termiche attraversano il vetro abbastanza facilmente. I
normali vetri sono pessimi isolanti termici e questo vuol dire che maggiori
saranno le superfici vetrate maggiore dovrà essere la potenza del
climatizzatore.
NUMERO
DI PERSONE
Ogni essere
umano sprigiona dal proprio corpo, per effetto delle reazioni interne, una
certa quantità di calore. È facile capire che se in una stanza
vi sono solo due persone si avrà una temperatura media più
bassa di quella che si avrebbe se nella stessa stanza vi fossero venti persone...
Per il nostro calcolo si procede considerando il numero di persone che soggiornano
stabilmente nell'ambiente aumentato di una "certa quantità".
ORIENTAMENTO
DELL'AMBIENTE
L'esposizione
delle stanze è molto importante: infatti l'irraggiamento del sole sarà diverso
a Est, Ovest o Sud e addirittura nullo a Nord.
ATTIVITÀ
DELLE PERSONE
Se un individuo
compie attività fisica dissipa nell'ambiente circa tre volte il calore
che dissiperebbe se fosse a riposo. È importante, quindi, considerare
in quale stanza installare il climatizzatore, diverso sarà se verrà
installato in soggiorno o in cucina, in camera da letto oppure in una stanza
per gli esercizi ginnici...
PORTATILE
O FISSO?
È
giunto il momento di scegliere tra i vari tipi di climatizzatori quello
adatto a noi... Vediamone una carrellata.
CLIMATIZZATORI
PORTATILI MONOBLOCCO
Sono
immediatamente pronti all'uso. Sono composti (come tutti i climatizzatori)
da una macchina esterna ed una interna collegate tra loro da un tubo. Per
farlo funzionare è sufficiente posizionare il tubo di espulsione
dell'aria calda tra i battenti di una finestra socchiusa. Sono apparecchi
facilmante spostabili da una stanza ad un'altra, o da una all'altra abitazione.
Due tipologie: ARIA-ARIA e ACQUA-ARIA. La differenza sta nella modalità
di raffreddamento del condensatore: attraverso l'aria dell'ambiente o attraverso
l'acqua contenuta in una tanica. I piu' potenti sono quelli acqua-aria perchè
il raffreddamento con acqua permette di abbattere notevole umidità
e raggiungere velocemente le temperature di freddo desiderate. Alcuni modelli
possono essere usati tutto l'anno poiché sono dotati anche di funzione
di riscaldamento.
CLIMATIZZATORI
PORTATILI SPLIT
Si
distinguono dai portatili tradizionali per la presenza di una "valigetta"
da porre all'esterno. All'interno di questa vi è il condensatore.
Questa soluzione tecnica consente di inviare all'esterno dell'ambiente grandi
quantità di calore. I modelli split sono perciò più potenti dei monoblocco
e quindi perfetti per la climatizzazione di ambienti ampi. Il grado di benessere
è aumentato dal fatto che gli split sono molto silenziosi. Alcuni
modelli elettronici, in particolare, consentono di ottenere livelli di comfort
davvero ragguardevoli. Anche i modelli split sono subito pronti all'uso:
basta, infatti, mettere la valigetta sul balcone o sul terrazzo o sul davanzale
della finestra. Esistono diverse varianti per questi climatizzatori: vi
sono valigette dotate di staffe per fissarle in qualsiasi punto e sistemi
che permettono di sganciare le due unità e riagganciarle quando serve...
CLIMATIZZATORI
FISSI A PARETE
Sono di
varie dimensioni e potenze a seconda delle necessità ambientali. In generale
sono i più silenziosi e sono dotati di telecomando multifunzionale. Tali
apparecchi necessitano di installazione da parte di personale specializzato.
CLIMATIZZATORI
A POMPA DI CALORE
Vi sono
climatizzatori in grado di produrre il caldo. Ne esistono due tipi:
Climatizzatori
a resistenza elettrica: che utilizzano una resistenza elettrica
per generare il calore ed il ventilatore della macchina interna per
erogare il caldo nell'ambiente. In questi dispositivi, durante il riscaldamento,
la macchina esterna non funziona.
- Climatizzatori
a pompa di calore: si tratta di climatizzatori che utilizzano il
circuito frigorifero che serve per raffreddare l'ambiente, semplicemente
invertendo il processo. Questa soluzione tecnica può essere adottata
limitatamente ai climatizzatori di tipo SPLIT.

PREGI
DI UN CLIMATIZZATORE
FUNZIONALITÀ
L'apparecchio
deve essere in grado di controllare le variabili di benessere: temperatura,
umidità, purezza e diffusione dell'aria. Quindi dovrà raffreddare (o anche
riscaldare), deumidificare, pulire l'aria filtrando la polvere in sospensione
e controllandone la velocità grazie alla ventilazione.
SICUREZZA
Essendo
un apparecchio destinato all'uso domestico, deve essere soggetto a certificazioni
di sicurezza. Istituti appositi certificano la totale costruzione in conformità
a rigide norme di sicurezza (IMQ, TÜV, VDE).
SILENZIOSITÀ
Un buon
climatizzatore deve essere silenzioso. Il rumore di un compressore frigorifero
non è eliminabile ma è possibile ridurlo al di sotto della
soglia di fastidio. Le ventole sono ormai ad uno stato tecnologico tale
da produrre leggerissimi rumori.
ARIA
TRATTATA
L'aria
trattata esprime la quantità di aria che circola nel climatizzatore
in un'ora e si esprime in m3/h. Maggiore è questa quantità
maggiore sarà il condizionamento dell'ambiente.
AFFIDABILITÀ
È un apparecchio
che deve durare nel tempo e deve quindi essere garantito da un'azienda di
esperienza e tecnologia consolidata.
PROGRAMMAZIONE
Termostato
e timer per assicurare l'utilizzo solo quando e quanto è necessario
potendo anche programmarne il funzionamento nei momenti desiderati.
EFFICIENZA
Deve assicurare
il rapporto più conveniente tra la sua capacità di refrigerazione
e l'energia assorbita per il funzionamento. In altri termini il rapporto
tra la potenza fornita in termini di raffreddamento e la potenza assorbita
per il funzionamento. Il riscaldamento con pompa di calore assicura la massimizzazione
di questo rapporto.
FUNZIONAMENTO
INTELLIGENTE
Poiché
ogni ambiente ha esigenze diverse l'apparecchio deve adattarsi alle differenti
caratteristiche ambientali in tutte le sue funzioni. Per questo esistono
modelli elettronici in grado di decidere autonomamente come e quanto funzionare
in modo da ottimizzare efficienza e rese. Ma attenzione ai modelli: il solo
pannello comandi elettronico potrebbe ingannare, infatti è necessario
che siano predisposti per il funzionamento automatico o che siano controllati
da un microcomputer.
DOVE
E COME POSIZIONARE UN CLIMATIZZATORE
È
importante posizionare il climatizzatore in punti ben precisi per permettere
allo stesso di funzionare in modo ottimale e guadagnare il maggior rendimento
possibile. Oltre a questo, posizionando il climatizzatore in posti riparati
si potrà garantire al nostro apparecchio una vita maggiore
EVITARE
L'ESPOSIZIONE AI RAGGI DIRETTI DEL SOLE
Evitare
che il condizionatore sia investito dai raggi diretti del sole, per esempio
quelli che entrano attraverso finestre o grandi vetrate. Posizionate il
dispositivo in modo tale che non sia investito dai raggi solari che invadono
ambienti molto soleggiati.
EVITARE
LA DISPERSIONE DEL FREDDO
Da tenere
sotto controllo tutte le porte e le finestre, evitate di lasciarle completamente
aperte. Sebbene sia consigliato un ricambio d'aria, e quindi le porte interne
dell'abitazione potrebbero essere lasciate aperte, sarebbe consigliabile
non lasciarle completamente aperte perchè il freddo tenderebbe a
lasciare la stanza per dirigersi verso le altre.
LO SPLIT
DEVE ESSERE POSIZIONATO IN MODO SICURO
Controllate
che il fissaggio dell'unità esterna sia solido, magari utilizzando
staffe apposite. Evitate di posizionare la macchina esterna in una zona
dove potrebbe essere colpita dai raggi diretti del sole.
ATTENZIONE
A SOFFITTI, SCALE, VANI E MANSARDE
L'aria
calda tende a dirigersi rapidamente verso l'alto mentre l'aria fredda verso
il basso. Evitate di posizionare il climatizzatore nei pressi di una scala
che dirige verso il basso: l'aria fredda troverebbe un facile canale per
defluire. Se la soluzione di installazione non permette di installare il
climatizzatore altrove allora dovrete provvedere a porre un ostacolo, ad
esempio una tenda oppure una fioriera, un mobiletto anche basso o un divisorio
d'arredamento.
OCCHIO
ALLE CONNESSIONI
I tubi
che collegano la macchina interna con quella esterna sono abbastanza robusti,
ma non devono essere piegati o strozzati e neppure essere sottoposti a carico
meccanico (pressione, torsione, trazione, ecc.).
CONTROLLARE
LA PRESENZA DI OSTACOLI O DI BARRIERE
Per un
funzionamento ottimale l'apparecchio dovrebbe essere posizionato al lontano
da ostacoli, evitare quindi di posizionare l'apparecchio dietro un divano
o dietro una tenda.
CONTROLLARE
LE FONTI DI CALORE
Verificare
la vicinanza di fonti di calore come termosifoni, forni, ecc. Posizionare
il dispositivo abbastanza lontano da grosse fonti di calore.
OTTIMIZZARE
LA DISTRIBUZIONE DELL'ARIA
Posizionate
il dispositivo in un punto tale ove l'aria può essere movimentata
sufficientemente, senza investire direttamente le persone che soggiornano
nell'ambiente. Un posizionamento intelligente dell'apparecchio può
offrire rendimenti elevati.
UTILIZZARE
I SISTEMI DI PROGRAMMAZIONE
Termostato
e timer sono molto utili per ottimizzare la resa e diminuire i consumi.
- Non posizionate
il termostato al massimo ma cercate la giusta regolazione, eviterete
di sovraccaricare di lavoro il vostro climatizzatore e quindi ottimizzerete
i consumi di energia.
- Accendete per tempo
l'apparecchio ricordando che per climatizzare un ambiente sono necessarie
dalle 2 alle 3 ore di raffreddamento, mentre per ambienti molto grandi
dalle 3 alle 4 ore.

DIMENSIONAMENTO
DELLA POTENZA DI UN CLIMATIZZATORE
Fino ad
ora è emerso come la scelta del climatizzatore "giusto" non sia del
tutto immediata. Bisogna tenere in conto sia le caratteristiche che deve
avere un "buon climatizzatore" (variabili dell'apparecchio: potenza frigorifera
e potenza elettrica, funzioni, silenziosità, presenza di filtri d'aria,
ecc.), sia i parametri d'ambiente. Potete consultare la tabella seguente
per calcolare rapidamente la quantità di freddo necessaria all'ambiente
da voi scelto.
Occorre,
innanzi tutto, tenere presente che:
- Le finestre con
persiane o tende si calcolano come ombreggiate;
- Non dimenticate
di sottrarre la superficie delle finestre;
- Solo se il locale
superiore non è climatizzato;
- Solo se il locale
sottostante non è climatizzato.
Ecco come
utilizzarla:
Per cominciare, si misurano finestre, pareti, etc. Si procede inserendo
della colonna delle dimensioni la somma delle dimensioni di quelle superfici
esposte al punto cardinale. Per esempio, poniamo che la nostra abitazione
abbia due finestre esposte a nord, di cui la prima è da 3 m² e la
seconda è da 4 m², indicheremo allora 7 m² nella riga ove compare
"esposizione verso nord" della sezione A. Finestre (1).
A questo punto si moltiplica il nostro valore per il coefficiente indicato
accanto e si inserisce il risultato nella terza colonna.
Concluso il calcolo delle finestre si estrae il totale A e si procede
in questo modo per tutte le altre superfici ottenendo così i totali B, C, D ed E. La somma dei totali parziali ci
fornirà la potenza necessaria, espressa in BTU/h, che il nostro condizionatore
deve avere.
| COME CALCOLARE LA POTENZA
NECESSARIA IN UN LOCALE |
| Caratteristiche del locale |
Dimensioni della
superficie (in m²) |
Moltiplicare per... |
Risultato:
(in Btu/h) |
| A. Finestre (1) |
| Esposizione verso nord |
|
40 |
|
| Esposizione verso sud soleggiata |
|
400 |
|
| Esposizione verso sud ombreggiata |
|
160 |
|
| Esposizione verso est soleggiata |
|
250 |
|
| Esposizione verso est ombreggiata |
|
40 |
|
| Esposizione verso ovest soleggiata |
|
520 |
|
| Esposizione verso ovest ombreggiata |
|
200 |
|
| |
|
Totale A |
|
| B. Pareti (2) |
| Pareti interne verso locali non climatizzati |
|
34 |
|
| Muri esterni: |
|
|
|
| Esposizione verso nord o est |
|
40 |
|
| Esposizione verso sud soleggiato |
|
100 |
|
| Esposizione verso sud ombreggiato |
|
65 |
|
| Esposizione verso ovest soleggiato |
|
110 |
|
| Esposizione verso ovest ombreggiato |
|
65 |
|
| |
|
Totale B |
|
| C. Soffitti (3) |
| Sotto un locale abitato |
|
34 |
|
| Sotto un solaio |
|
100 |
|
| Sotto un tetto ben isolato |
|
130 |
|
| Sotto un tetto non isolato |
|
200 |
|
| |
|
Totale C |
|
| D. Pavimento (4) |
| Dimensioni del pavimento |
|
30 |
|
| |
|
Totale D |
|
| E. Fonti di calore interne |
| Se è una stanza da letto |
|
1000 |
|
| Se è un soggiorno |
|
2200 |
|
| Se è una cucina |
|
3500 |
|
| |
|
Totale E |
|
| POTENZA TOTALE NECESSARIA:
A+B+C+D+E |

TABELLA
RAPIDA PER LA SCELTA DI UN CLIMATIZZATORE
Tipo di stanza |
camera da letto |
soggiorno |
cucina |
ubicazione |
piano intermedio
sup in mq. |
piano ultimo
sup in mq. |
piano intermedio
sup in mq. |
piano ultimo
sup in mq. |
piano intermedio
sup in mq. |
piano ultimo
sup in mq. |
7.000 btu/h
(1.750 frig/h) |
25 |
18 |
20 |
16 |
16 |
13 |
9.000 btu/h
(2.250 frig/h) |
35 |
25 |
26 |
22 |
20 |
18 |
12.000 btu/h (3.000 frig/h) |
45 |
33 |
35 |
30 |
30 |
24 |
18.000 btu/h
(4.500 frig/h) |
65 |
50 |
55 |
42 |
45 |
35 |
la superficie
indicata è la massima di utilizzo di quel condizionatore per quella stanza
a quel piano.
CONSIGLI
UTILI
NON APPOGGIARE
OGGETTI CALDI SULL'APPARECCHIO
Evitate
di lasciare oggetti molto caldi sull'apparecchio per evitare deformazioni
e danni estetici permanenti. Danni di questo tipo possono compromettere
la silenziosità dell'apparecchio e le sue funzionalità.
NON RAFFREDDARE
TROPPO L'AMBIENTE
Anche se
l'apparecchio è in grado di abbassare di molto la temperatura dell'ambiente,
impostatela per aggirarsi attorno ad una temperatura tale che il benessere
sia garantito. Il corpo umano è sensibile ai forti sbalzi di temperatura.
UTILIZZO
INTELLIGENTE
Climatizzate
la stanza da letto prima di soggiornarvi e poi spegnete l'apparecchio o
predisponetelo per il mantenimento di una temperatura di qualche grado più
alta in modo che durante le ore notturne la temperatura possa alzarsi leggermente
seguendo le esigenze fisiologiche di benessere.
PULIRE
REGOLARMENTE I FILTRI
La pulizia
e manutenzione dei filtri garantirà non solo un ricircolo di aria
pura attraverso i bocchettoni di passaggio attraverso l'apparecchio ma potrà
migliorare il funzionamento delle ventole e in generale della macchina,
migliorando soprattutto l'efficienza ed il rendimento.
MANUTENZIONE
DILIGENTE E IN SICUREZZA
Prima di
effettuare qualsiasi operazione di manutenzione staccate la spina di alimentazione.
Seguite attentamente i consigli riportati nel libretto istruzioni prima
di riporre l'apparecchio durante il periodo invernale. Se si osservano le
norme di utilizzo e manutenzione un climatizzatore può durare anche oltre
10 anni.
|