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Antonio De Ferrariis, 38 |
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CLIMATIZZAZIONE
È
difficile definire il clima ideale: potremmo dire che non deve essere
nè troppo freddo nè troppo caldo, l'aria nè troppo umida nè troppo secca,
pulita e gradevole. Gli studiosi hanno rilevato che i parametri che influenzano
lo stato di benessere delle persone sono legati all'equilibrio termico
dell'uomo e alla qualità dell'aria. (vedasi le variabili
del benessere). In ogni caso, creare le condizioni ideali all'interno
degli ambienti favorisce il benessere del corpo umano. Naturalmente il
percorso per raggiungere questo obiettivo sarà diverso a seconda delle
stagioni dell'anno. IN ESTATE
IN INVERNO
L'ARIA UMIDAAria umida è il termine che i fisici utilizzano per indicare l'aria che respiriamo e che circonda la superficie terrestre; il nome deriva dal fatto che essa è una miscela di aria secca (costituita da ossigeno, azoto ed altri gas incondensabili) e vapore d'acqua. Il bisogno di distinguere anche già con il nome la presenza nell'aria di una componente secca e una umida deriva dal diverso comportamento fisico dei due costituenti. Infatti, mentre alla componente secca costituita dai gas, ed in particolare dall'ossigeno e dall'anidride carbonica, si deve la vita così come la conosciamo, la parte umida, il vapore d'acqua, è responsabile di tutti i fenomeni meteorologici tipici del nostro pianeta: le nebbie, la brina, il cielo più o meno limpido, la grandine, la neve e via dicendo sono tutte manifestazioni legate alla presenza nell'aria di un maggiore o minore contenuto di vapore d'acqua e al suo stato di aggregazione. Il fenomeno
della saturazione, tipico di tutte le miscele, impone un limite alla
quantità di vapore d'acqua che l'aria può contenere: un componente può sciogliere
solo una determinata quantità di un altro componente; superata questa soglia,
i due componenti restano immiscelati. Così, ad esempio, se continuiamo ad
aggiungere dello zucchero al caffè contenuto in una tazzina, a un dato punto
non potremo più mischiare caffè e zucchero appunto perché abbiamo raggiunto
il limite e la miscela è satura; lo zucchero in più si depositerà, immiscelato,
sul fondo. La stessa cosa succede all'aria secca che potrà sciogliere solo
una determinata quantità di vapore, quantità che dipende dalla temperatura
dell'aria: tanto più la temperatura è elevata, tanto maggiore è la quantità
di vapore che essa può miscelare. Il fenomeno della saturazione permette
la misura del contenuto di vapore d'acqua, attraverso la grandezza umidità
relativa, che esprime, in percentuale, il rapporto tra il contenuto
di vapore d'acqua dell'aria nelle condizioni attuali ed il contenuto massimo
che è appunto quello che la stessa aria avrebbe se fosse satura a quella
temperatura. Così, un valore di umidità relativa del 10% indica un bassissimo
contenuto di vapore d'acqua, mentre per contro il 100% di umidità relativa
indica che l'aria è giunta a saturazione e non può più contenere altro vapore. TRATTAMENTI DELL'ARIAQuando condizioniamo un ambiente, prendiamo parte dell'aria in esso contenuta e gli facciamo subire dei trattamenti in modo da portarne temperatura ed umidità relativa ai valori necessari per mantenere l'ambiente in condizioni di benessere. In estate quando l'aria è calda e umida, bisognerà raffreddarla e deumidificarla. Questo è il tipico trattamento operato dai condizionatori d'aria autonomi. Ma cosa succede all'aria? Pensiamo a quanto avviene ai vetri della nostra autovettura in una giornata di pioggia oppure ancora ai vetri della finestra della cucina quando prepariamo da mangiare: i vetri si appannano e piccole goccioline d'acqua solcano la superficie. Ciò avviene perché abbiamo una superficie fredda, il vetro, che viene a contatto con un'aria calda e molto umida, quella dell'abitacolo della vettura o quella carica di vapore della cucina. L'aria cede calore al vetro raffreddandosi e contemporaneamente, essendo il vetro molto freddo, perde anche vapore che condensa, passando allo stato liquido (le goccioline che vediamo). Nel condizionatore avviene lo stesso fenomeno: l'aria del locale incontra la superficie fredda dell'evaporatore ed in tal modo si raffredda e cede vapore che condensa (ed è per questa ragione che l'evaporatore produce acqua). Il trattamento
di raffreddamento e deumidificazione dell'aria descritto, presenta quindi
due aspetti particolari. Da un lato l'aria si è raffreddata, cioè la sua
temperatura si è abbassata; dato che possiamo renderci conto di ciò con
i nostri sensi, questo effetto è detto sensibile e la porzione del calore
scambiato con la superficie dell'evaporatore utilizzata per diminuire la
temperatura dell'aria è detto calore sensibile. In inverno
invece l'aria in genere va solamente riscaldata avendo già un tenore
di umidità relativa accettabile. Un condizionatore che funziona come pompa
di calore svolge proprio questa funzione. L'aria incontra una superficie
più calda e assorbe calore da questa, riscaldandosi. Dato che l'effetto
è stato solo quello di aumentare la temperatura dell'aria senza alcuna azione
sul contenuto di vapore d'acqua, il calore scambiato sarà di tipo sensibile. IL CONDIZIONATORE D'ARIAIl condizionatore è utilizzato per raffreddare e deumidificare l'aria estiva, calda e umida, facendola passare attraverso uno scambiatore di calore di calore mantenuto a temperatura molto bassa. Ma come è possibile generare il freddo? Il condizionatore contiene un fluido che attualmente è il freon, ma che verrà sostituito da altri composti meno dannosi per l'ambiente, composti che sono però ancora in fase di studio. Il fluido è costretto dagli organi della macchina a seguire un ciclo chiuso, vale a dire una serie di trasformazioni che lo riportano sempre allo stato di partenza: il condizionatore può funzionare grazie alla continua ripetizione di tale ciclo detto, per i risultati cui si perviene, ciclo frigorifero. Nel ciclo
frigorifero il freon è soggetto a dei cambiamenti di fase: esso passa dalla
fase liquida a quella di vapore (ebollizione) e da questa ritorna
liquido (condensazione). I cambiamenti di fase sono trasformazioni
fisiche molto particolari che avvengono a spese di una certa quantità di
energia, necessaria in quanto le due fasi hanno livelli energetici diversi.
Così per passare dalla fase liquida a quella di vapore (caratterizzata quest'ultima
da un maggior contenuto energetico) bisognerà fornire energia, cioè calore
(pensiamo ad esempio al fuoco che accendiamo sotto una pentola per far bollire
l'acqua). Al contrario, bisognerà togliere calore al vapore per farlo tornare
liquido. Per poter scambiare questo calore sarà allora necessario avere
un secondo fluido che possa cedere o prendere calore dal freon in trasformazione:
niente di più immediato che pensare all'aria che ci circonda. Quando
invece il freon condensa, cioè passa da vapore a liquido, ha bisogno
di cedere calore all'aria, che, quindi, si riscalda: ecco perché l'unità condensante del condizionatore va posta all'esterno dell'ambiente
da condizionare, proprio per non immettere nel locale il calore prodotto.
Non deve stupire il fatto che si parli di ebollizione e condensazione e
contemporaneamente di temperature basse. A quale temperatura avviene la
variazione di fase dipende dal fluido e dalla pressione cui è soggetto.
Il freon è stato scelto appunto, soprattutto per il fatto che ai tenori
di pressione cui è sottoposto all'interno di un condizionatore, bolle e
condensa alle temperature ideali per utilizzare l'aria ambiente come secondo
fluido da cui prendere o cedere calore. Gli apparecchi nei quali avviene
il passaggio di calore tra freon e aria, sono degli scambiatori di calore
simili nella costruzione ai radiatori delle automobili: il freon passa all'interno
dei tubi, che sono alettati all'esterno per favorire lo scambio di calore
con l'aria offrendo, grazie appunto alle alette, una maggiore superficie
di scambio. L'aria è mossa da un ventilatore: uno centrifugo, più silenzioso
e con maggior prevalenza, nell'unità evaporante interna, ed uno elicoidale,
più rumoroso e con maggior portata, nell'unità condensante esterna. Risulta allora evidente che nel posizionare le due unità bisognerà favorire il moto dell'aria evitando ad esempio di porre ostacoli che riducano il flusso d'aria allo scambiatore. Un ciclo frigorifero si ottiene allora utilizzando i due radiatori che abbiamo appena descritto per fare avvenire i due cambiamenti di fase ed altri due organi adibiti al controllo della pressione nei due scambiatori, il compressore ed il capillare. La trasformazione vapore - liquido avviene ad alta pressione per effetto del compressore, la trasformazione liquido - vapore avviene a bassa pressione, regolata dalla valvola capillare costituita in pratica da una strozzatura che riduce appunto la pressione.
Per capire
un po' meglio le trasformazioni subite dal fluido frigorigeno, seguiamo
il ciclo di figura partendo dal lato a bassa pressione, cioè dall'evaporatore.
Qui il freon passa dallo stato liquido (che ritroviamo all'imbocco dell'evaporatore)
a quello di vapore (presente all'uscita dell'evaporatore) e per fare ciò
abbiamo visto che c'è bisogno di calore, calore che prendiamo dall'aria
contenuta nel locale da condizionare. Così, facendo investire dall'aria
ambiente la serpentina che contiene il freon, l'aria cede calore e si raffredda
ed il freon lo assorbe, si riscalda ed evapora. L'evaporatore rappresenta
la parte fredda della macchina in quanto in esso il calore viene
scambiato alla temperatura inferiore del ciclo. Possibili inconvenienti del condizionatoreLa resa
di un condizionatore è strettamente legata alla quantità di freon in esso
contenuta; quando la carica del freon diminuisce, cosa che può ad esempio
capitare quando si abbia una fuga di gas in fase di installazione della
macchina, le prestazioni del condizionatore si riducono di conseguenza,
e la macchina non fa più il freddo necessario. Inoltre il freon passando
nel compressore lo raffredda asportando il calore prodotto e mantenendolo
alla giusta temperatura per il suo corretto funzionamento. La perdita di
freon è perciò ancora più pericolosa in quanto può provocare la rottura
per grippaggio del compressore. Anche l'installazione
dell'unità evaporante interna richiede, come già detto più sopra, una cura
particolare per favorire lo scambio di calore con l'aria del locale da condizionare.
Se tale scambio viene impedito o ridotto, perché ad esempio davanti all'unità
vengono posti degli ostacoli che riducono il flusso d'aria, la temperatura
del freon si abbassa rapidamente perché l'aria non cede il calore necessario
ed il freon, che sta comunque evaporando, è costretto a prendere tale calore
da se stesso, raffreddandosi. Ne segue che anche l'unità si raffredda fino
ad andare sotto zero e brinare con la conseguente riduzione delle prestazioni
del condizionatore, ma soprattutto raffreddando a temperature molto basse
la poca aria immessa in ambiente con grave disagio per gli occupanti il
locale. LA POMPA DI CALOREAnalizzando
il ciclo frigorifero, abbiamo visto che l'effetto ottenuto è quello di trasferire
calore da un ambiente interno ad uno esterno; non abbiamo però dato alcuna
importanza al calore ceduto all'aria esterna, considerandolo come perduto
in quanto ciò che interessava era raffreddare l'aria interna. Però questo
è un effetto che può essere utilizzato dato che il calore ceduto all'ambiente
può risultare molto utile d'inverno per riscaldare l'ambiente stesso. Nel caso
di funzionamento estivo il percorso dl fluido è quello già descritto
per il condizionatore, con la parte calda costituita dalla batteria esterna
che si comporta da condensatore. L'inversione
del ciclo comporta, oltre ad un aumento degli accessori inseriti nel circuito
base (valvola pilota e suo comando automatico e valvola di inversione) l'aggiunta
di un ulteriore controllo sulla batteria esterna. Questa, nel funzionamento
invernale, diventa la parte fredda del ciclo e prende quindi calore dall'aria
esterna che in inverno ha temperature molto basse. Ma per poter scambiare
calore, la batteria deve essere più fredda dell'aria esterna: di conseguenza
con l'aria prossima se non inferiore a zero gradi, la batteria dovrà essere
notevolmente al di sotto dello zero e quindi si formerà velocemente su di
essa del ghiaccio. Nasce quindi la necessità di effettuare uno sbrinamento
periodico della batteria esterna e ciò viene facilmente ottenuto con una
nuova inversione del ciclo. Nel periodo di sbrinamento quindi, la macchina
funziona come condizionatore, in modo tale che la batteria esterna ridiventi
la parte calda, il condensatore, ed in essa venga ceduto calore dal fluido
frigorigeno, calore che serve appunto ad eliminare il ghiaccio. Durante
il periodo di sbrinamento è necessario anche fermare il ventilatore della
batteria interna, che essendo ritirata ad essere la parte fredda, raffredderebbe
l'ambiente. Terminato il periodo di sbrinamento, il ciclo verrà nuovamente
invertito, la batteria interna tornerà ad essere la parte calda della macchina
e il ventilatore verrà riavviato. Come è facile intuire, l'inversione del
ciclo, pur essendo indispensabile, comporta una riduzione delle prestazioni
generali della macchina dato che nel periodo di sbrinamento l'unità non
riscalda l'ambiente. CLIMATIZZAZIONE DELL'AMBIENTE Lo
scopo degli impianti di climatizzazione è quello di creare negli
ambienti le condizioni più soddisfacenti per la permanenza delle
persone. LE VARIABILI DEL BENESSEREIn un ambiente le condizioni per il benessere del corpo umano sono determinate dai seguenti fattori:
I climatizzatori,
in quanto tali, permettono di agire su queste variabili e modificandone
i valori è possibile rendere confortevole un ambiente in ogni stagione. TEMPERATURAÈ la quantità di CALORE
presente in un ambiente. Con buona fantasia possiamo associare alla Temperatura
il livello di liquido (CALORE) contenuto in un recipiente (AMBIENTE).
Se volessimo abbassare il livello del nostro contenitore dovremmo trasferire
all'esterno del contenitore stesso il liquido nella quantità tale
da raggiungere il livello desiderato. Un sistema semplice è quello
di agire su di un rubinetto che permette al liquido di defluire all'esterno.
Nella nostra esposizione fantasiosa abbiamo associato il calore al liquido
e l'ambiente al contenitore... qual'è il rubinetto? Il nostro condizionatore
funzionerà da rubinetto. Esso è infatti capace di trasferire
il calore all'esterno sottraendolo all'ambiente.
UMIDITÀL'aria
che ci circonda ha la capacità di trattenere molecole di acqua sotto
forma di vapore acqueo. Questa caratteristica le conferisce una certa umidità
indicata con il termine "grado di umidità". La capacità dell'aria
di trattenere vapore acqueo è strettamente dipendente dalla temperatura.
La relazione esistente tra umidità dell'aria e temperatura è
direttamente proporzionale, vale a dire che maggiore è la temperatura
maggiore è la capacità dell'aria di trattenere molecole di
acqua in sospensione (vapore acqueo).
PUREZZA DELL'ARIA
DIFFUSIONE DELL'ARIA
SILENZIOPer un
ambiente accogliente è altresì importante il rumore presente
in esso. Sia rumori troppo forti che rumori di bassa intensità ma
costanti, possono provocare molti disagi a chi permane in un ambiente. Il
rumore dell'apparecchio di condizionamento deve, pertanto, essere contenuto.
I moderni dispositivi di climatizzazione possiedono ventole e parti meccaniche
in movimento progettate e costruite per garantire la massima silenziosità
durante il funzionamento. CLIMATIZZAZIONE E CORPO UMANOLe "variabili del benessere", quali la temperatura dell'Aria, l'Umidità, la Purezza e la Diffusione dell'aria nell'ambiente variano in funzione di alcuni fattori quali ad esempio:
Il corpo
umano, grazie a complessi processi chimici interni, è in grado di
mantenere una temperatura costante di circa 36°C. Oltre ai processi interni
il corpo umano può adattarsi alle diverse condizioni esterne ricorrendo
alla sudorazione oppure all'idratazione, brividi, pelle d'oca etc.
I moderni
climatizzatori sono in grado di migliorare le condizioni di adattamento
del corpo umano all'ambiente in cui esso si trova modificando le variabili
in termini di temperatura ed umidità, purezza e diffusione dell'aria.
Per questo motivo i dispositivi di condizionamento capaci di intervenire
sulle variabili ambientali sono detti "climatizzatori": infatti essi sono
in grado di riprodurre un ben determinato clima... CLIMATIZZAZIONE ED ECOLOGIAUn climatizzatore
può essere definito ecologico se non contribuisce all'aumento dell'effetto
serra e non rilascia nell'ambiente sostanze aggressive per lo strato di
ozono. Si tratta di un argomento che è bene conoscere. STRATO D'OZONOSi tratta
di una naturale barriera ai raggi solari costituita da particelle di ozono
stratificate nella stratosfera terrestre (la parte più alta dell'atmosfera)
tra i 15.000 e i 35.000 metri di altezza dal suolo. La sua presenza è
vitale per la vita sul nostro pianeta poichè ha il ruolo di filtro
dei raggi ultravioletti, i quali altrimenti provocherebbero il surriscaldamento
della superficie terrestre. BUCO DELL'OZONOSi tratta
di un assottigliamento dello strato di ozono dovuto alla pesante immissione
in atmosfera di sostanze che reagiscono chimicamente con le particelle di
ozono e ne degradano la struttura. L'assottigliamento dello strato di ozono
porta ad un impoverimento delle proprietà di scudo contro i raggi
solari. POTENZIALE DI DIMINUZIONE DELL'OZONO (DOP)È
un coefficiente assoluto che esprime il grado di aggressività di
una data sostanza nei confronti dello strato di ozono. Più alto è
questo coefficiente maggiore è il danno che questa sostanza provoca
all'ozono e quindi maggiore sarà la cura con cui verrà maneggiata
per evitare che possa liberarsi in atmosfera senza controllo. L'EFFETTO SERRAÈ
l'effetto dell'immissione nell'atmosfera di carichi di energia sempre maggiori
dovuti all'attività umana. Questi vanno a creare uno sbilanciamento
tra l'energia solare assorbita dalla Terra e quella invece emessa naturalmente
dalla Terra stessa. Questo sbilanciamento porta a mutamenti climatici che
si ripercuotono sulla vita e sull'ambiente. POTENZIALE DI RISCALDAMENTO GLOBALE (GWP)È
l'indice della capacità di un prodotto di immettere energia nell'atmosfera
tale da portare la distorsione del naturale equilibrio energetico e di provocare
quindi mutamenti del clima del nostro pianeta. I CLIMATIZZATORI ECOLOGICII climatizzatori
possono essere considerati ecologici solo se NON contengono sostanze chimiche
che danneggiano lo strato d'ozono. In questo caso si assegna loro DOP=ZERO. COME FUNZIONA UN CLIMATIZZATORE
Più in dettaglio diciamo che il climatizzatore controlla due diversi flussi: IL FLUSSO DELL'ARIA in entrata e in uscita dall'apparecchio e IL FLUSSO DEL LIQUIDO REFRIGERANTE, che corre all'interno del climatizzatore ed è in grado di assorbire e/o liberare calore diventando molto caldo o molto freddo. L'aria calda della stanza entra nel climatizzatore e CEDE IL CALORE al liquido refrigerante (Stazione A): così facendo DIVENTA FREDDA ed esce nuovamente nella stanza. Il liquido refrigerante invece, colpito dall'aria della stanza è diventato caldo: corre fino al retro dell'apparecchio (Stazione B) e grazie ad una ventola si raffredda, BUTTANDO IL CALORE ALL'ESTERNO. A questo punto torna freddo alla Stazione A dove deve assorbire altro calore dell'aria. Il climatizzatore
oltre a RAFFREDDARE L'ARIA, DEUMIDIFICA. Il processo di deumidificazione
è reso possibile grazie alla condensazione. Infatti le particelle
di vapore acqueo presenti nell'aria (umidità caratteristica dell'aria,
vedi "variabili del benessere") colpite da correnti
fredde passano dallo stato gassoso in sospensione allo stato liquido. COME SCEGLIERE UN CLIMATIZZATOREPrima di
procedere all'acquisto di un climatizzatore è bene analizzare alcuni
aspetti determinanti. Un climatizzatore non è come un altro, potenza,
funzioni e condizioni di esercizio variano da modello a modello fornendo
un'ampia scelta all'utente finale. CARATTERISTICHE GENERALI DELL'AMBIENTE È
importantissimo considerare l'ambiente che si desidera climatizzare. Dimensioni
dei vani, superficie delle pareti, grado di isolamento dei pavimenti, dei
muri, dei soffitti, degli infissi, dimensione delle vetrate e delle porte
esterne sono tutti parametri da tenere sott'occhio. È importante
anche sapere quale tipo di edificio circonda la nostra abitazione: si intuisce
subito che è ben diverso avere accanto una cella frigorifera oppure
una lavanderia. UBICAZIONE GEOGRAFICA E CONDIZIONI CLIMATICHEIl clima
medio di una zona influenzerà la scelta del climatizzatore. Ben diverso
sarà climatizzare un luogo all'estremo nord o al sud. FUNZIONI DESIDERATEI moderni
climatizzatori hanno funzionalità tali da permettere loro di ventilare,
riscaldare oltre che raffreddare. Possono essere programmati sia nei tempi
di esercizio che nei modi di funzionamento. Per questo motivo è bene
avere le idee chiare sulle funzioni desiderate. CARICHI ELETTRICILe apparecchiature
elettriche, durante il loro funzionamento, dissipano calore che grazie all'aria
si diffonde nell'ambiente. La diffusione di calore nell'ambiente per mezzo
di carichi elettrici è un fattore importante da tenere in conto durante
il dimensionamento della potenza frigorifera del nostro climatizzatore. QUANTITÀ DI FINESTREI raggi
solari e le onde termiche attraversano il vetro abbastanza facilmente. I
normali vetri sono pessimi isolanti termici e questo vuol dire che maggiori
saranno le superfici vetrate maggiore dovrà essere la potenza del
climatizzatore. NUMERO DI PERSONEOgni essere
umano sprigiona dal proprio corpo, per effetto delle reazioni interne, una
certa quantità di calore. È facile capire che se in una stanza
vi sono solo due persone si avrà una temperatura media più
bassa di quella che si avrebbe se nella stessa stanza vi fossero venti persone...
Per il nostro calcolo si procede considerando il numero di persone che soggiornano
stabilmente nell'ambiente aumentato di una "certa quantità". ORIENTAMENTO DELL'AMBIENTEL'esposizione
delle stanze è molto importante: infatti l'irraggiamento del sole sarà diverso
a Est, Ovest o Sud e addirittura nullo a Nord. ATTIVITÀ DELLE PERSONESe un individuo
compie attività fisica dissipa nell'ambiente circa tre volte il calore
che dissiperebbe se fosse a riposo. È importante, quindi, considerare
in quale stanza installare il climatizzatore, diverso sarà se verrà
installato in soggiorno o in cucina, in camera da letto oppure in una stanza
per gli esercizi ginnici... PORTATILE O FISSO?È giunto il momento di scegliere tra i vari tipi di climatizzatori quello adatto a noi... Vediamone una carrellata. CLIMATIZZATORI PORTATILI MONOBLOCCO
CLIMATIZZATORI PORTATILI SPLIT
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| COME CALCOLARE LA POTENZA NECESSARIA IN UN LOCALE | |||
|---|---|---|---|
| Caratteristiche del locale | Dimensioni della superficie (in m²) |
Moltiplicare per... | Risultato: (in Btu/h) |
| A. Finestre (1) | |||
| Esposizione verso nord | 40 |
||
| Esposizione verso sud soleggiata | 400 |
||
| Esposizione verso sud ombreggiata | 160 |
||
| Esposizione verso est soleggiata | 250 |
||
| Esposizione verso est ombreggiata | 40 |
||
| Esposizione verso ovest soleggiata | 520 |
||
| Esposizione verso ovest ombreggiata | 200 |
||
| Totale A |
|||
| B. Pareti (2) | |||
| Pareti interne verso locali non climatizzati | 34 |
||
| Muri esterni: | |||
| Esposizione verso nord o est | 40 |
||
| Esposizione verso sud soleggiato | 100 |
||
| Esposizione verso sud ombreggiato | 65 |
||
| Esposizione verso ovest soleggiato | 110 |
||
| Esposizione verso ovest ombreggiato | 65 |
||
| Totale B |
|||
| C. Soffitti (3) | |||
| Sotto un locale abitato | 34 |
||
| Sotto un solaio | 100 |
||
| Sotto un tetto ben isolato | 130 |
||
| Sotto un tetto non isolato | 200 |
||
| Totale C |
|||
| D. Pavimento (4) | |||
| Dimensioni del pavimento | 30 |
||
| Totale D |
|||
| E. Fonti di calore interne | |||
| Se è una stanza da letto | 1000 |
||
| Se è un soggiorno | 2200 |
||
| Se è una cucina | 3500 |
||
| Totale E |
|||
| POTENZA TOTALE NECESSARIA: A+B+C+D+E | |||
Tipo di stanza |
camera da letto |
soggiorno |
cucina |
|||
ubicazione |
piano intermedio sup in mq. |
piano ultimo sup in mq. |
piano intermedio sup in mq. |
piano ultimo sup in mq. |
piano intermedio sup in mq. |
piano ultimo sup in mq. |
7.000 btu/h |
25 |
18 |
20 |
16 |
16 |
13 |
9.000 btu/h |
35 |
25 |
26 |
22 |
20 |
18 |
12.000 btu/h (3.000 frig/h) |
45 |
33 |
35 |
30 |
30 |
24 |
18.000 btu/h (4.500 frig/h) |
65 |
50 |
55 |
42 |
45 |
35 |
la superficie
indicata è la massima di utilizzo di quel condizionatore per quella stanza
a quel piano.![]()
Evitate
di lasciare oggetti molto caldi sull'apparecchio per evitare deformazioni
e danni estetici permanenti. Danni di questo tipo possono compromettere
la silenziosità dell'apparecchio e le sue funzionalità.![]()
Anche se
l'apparecchio è in grado di abbassare di molto la temperatura dell'ambiente,
impostatela per aggirarsi attorno ad una temperatura tale che il benessere
sia garantito. Il corpo umano è sensibile ai forti sbalzi di temperatura.![]()
Climatizzate
la stanza da letto prima di soggiornarvi e poi spegnete l'apparecchio o
predisponetelo per il mantenimento di una temperatura di qualche grado più
alta in modo che durante le ore notturne la temperatura possa alzarsi leggermente
seguendo le esigenze fisiologiche di benessere.![]()
La pulizia
e manutenzione dei filtri garantirà non solo un ricircolo di aria
pura attraverso i bocchettoni di passaggio attraverso l'apparecchio ma potrà
migliorare il funzionamento delle ventole e in generale della macchina,
migliorando soprattutto l'efficienza ed il rendimento.![]()
Prima di effettuare qualsiasi operazione di manutenzione staccate la spina di alimentazione. Seguite attentamente i consigli riportati nel libretto istruzioni prima di riporre l'apparecchio durante il periodo invernale. Se si osservano le norme di utilizzo e manutenzione un climatizzatore può durare anche oltre 10 anni.
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